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Di Alessandro Proietti | 15.01.2013 08:50 CET

Il primo round tra Democratici e Repubblicani si è concluso, negli States, con l'inizio del nuovo anno. E' ancora fresco il lunghissimo dibattito che ha portato le due parti ad un accordo "leggero" circa il fiscal cliff. Avevamo sottolineato come quel concordato avesse, di fatto, solamente rimandato i problemi maggiori di qualche tempo e così è stato.

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E' cominciata il seconto atto di questo stucchevole valzer tra le parti, nuovo argomento: il tetto del debito pubblico Usa. Sfiorato già nel recente passato, tale limite al debito pubblico rappresenta ora la principale minaccia di un downgrade dell'economia a stelle e strisce. Serve nuovamente un accordo che sancisca l'aumento di tale soglia. Le agenzie di rating osservano in maniera tanto distaccata quanto, silentemente, interessata.

Obama ha cominciato il nuovo round con il piglio giusto: basta tira e molla, è il momento della responsabilità politica e delle scelte ponderate. All'appello si unisce ora anche Ben Bernanke, numero uno della Federal Reserve. Il messaggio rivolto ai politici di Washington è chiaro: bisogna fare in fretta.

"E' necessario prendere subito delle misure per evitare che il Governo si trovi nell'impossibilità di fare fronte ai suoi pagamenti".

Rinviata, almeno per ora, l'ipotesi che vedeva la Fed "costretta" ad interrompere l'attuale politca monetaria di stimoli all'economia americana.

Federal Reserve
(Foto: Flickr // Medill DC / )
Ben Bernanke
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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