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Di Arianna Adamo | 15.01.2013 18:56 CET

Sono anni che sentiamo dire che i giornali cartacei hanno le ore contate. Il futuro è nelle mani delle nuove tecnologie, il futuro è internet e il digitale. Ma è davvero così? In Liberia, un paese in cui le radio e le televisioni sono un lusso (figuriamoci un computer) la maggior parte delle persone non riescono a essere informate adeguatamente. C'è un giornalista che ha trovato un modo per trasmettere gratuitamente le notizie del giorno a tutti i suoi connazionali. Come? Scrivendole su una lavagna nera.

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Lui si chiama Alfred J. Sirleaf e il suo giornale The Talk Daily, scritto interamente su una lavagna con un semplice gesso, va avanti dal 2000, periodo di piena guerra civile. Sirleaf era convinto che un cittadino ben informato fosse la chiave per la rinascita del Paese. Così, da allora, ogni mattina compra i giornali e seleziona le notizie più importanti. Per quelle internazionali entra negli internet cafè locali e accede a siti come la BBC. Dopo aver fatto un'accurata rassegna stampa si reca nella sua piccola redazione e scrive ordinatamente sulla lavagna le notizie più importanti. Un lavoro che può richiedere anche un paio d'ore. Un paio d'ore che valgono moltissimo per la popolazione liberiana che non ha accesso ai principali mezzi di comunicazione di massa.

Per la nostra cultura è normale avere sottomano un giornale, uno schermo del pc, la televisione oppure la vecchia radio, la “scatola sonora” che ormai fa solo da sottofondo alle nostre azioni quotidiane. Siamo così certi del loro utilizzo e della loro disponibilità che in futuro già pensiamo di eliminare i vecchi supporti, come la carta. Ma è davvero certo che i giornali cartacei spariranno? In un paese come la Liberia alcuni cittadini neanche possono comprarselo un giornale e si accontentano di una lavagna nera e di un paio di gessetti. Per Sirleaf non è tornare indietro, ma andare avanti. Con la sua azione quotidiana riesce, da più di dieci anni, a informare il suo paese. La tecnologia, in questi casi, non è una soluzione.

Nieman Lab ha parlato di fine dei quotidiani come pubblicazioni, appunto,  quotidiane e la loro trasformazione in periodici con frequenza bi o tri-settimanale. Non è una novità il fatto che alcuni quotidiani americani abbiano cominciato a modificare la frequenza di uscita nelle edicole. Non solo per il problema del costo della carta, stampa e inchiostro ma anche per la fine del concetto stesso di quotidiano che, da strumento centrale del giornalismo, finirebbe per ridursi a una delle tante fonti di informazione, spesso di nicchia. Secondo Martin Langeveld entro la fine del 2015 meno della metà dei quotidiani americani continueranno ad uscire su carta sette giorni su sette. Tutto sarà in mano al tablet e a chissà quali altre super tecnologie.

Qualsiasi sia il supporto la comunicazione, l'informazione, la stampa, di certo, continueranno a esistere. L'idea del giornalista liberiano fa sorridere ma anche riflettere. La popolazione mondiale non è tutta uguale e di certo non è tutta ricca. E' possibile che la maggior parte delle persone non possederanno un tablet ma potranno leggere le notizie solo su una lavagna. Quello che rischia di essere di nicchia forse non è il vecchio quotidiano ma la nostra cara tecnologia che sarà accessibile solo a pochi. Il vecchio deve viaggiare con il nuovo, dunque. Altrimenti sarà la stessa informazione a diventare “d'èlite”.

chiosco di giornali Atene
(Foto: reuters / reuters)
chiosco di giornali Atene
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