Una petizione online contro la corruzione, per far "ripartire il futuro". L'associazione Libera di don Luigi Ciotti e il Gruppo Abele sono i promotori di questa campagna che chiede ai futuri parlamentari di prendere cinque impegni concreti contro il cancro della corruzione che divora, stima al ribasso, 60 miliardi di euro ogni anno, una cifra sufficiente ad "azzerare gli interessi sul debito pubblico".
Reuters
La campagna di Libera
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I cinque punti:
1) Inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l'aggiunta della voce "altra utilità".
2) Pubblicare il proprio Curriculum Vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti.
3) Dichiarare la propria situazione giudiziaria e quindi eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato.
4) Pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale.
5)Dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari
"La corruzione inquina i processi della politica e dell'economia, minaccia il prestigio e la credibilità delle istituzioni, sottrae risorse alla comunità, corrode il senso civico e la cultura della democrazia. Il nuovo Parlamento deve bloccarla, ma ho letto certi nomi che, se venissero confermati, sarebbero un brutto segno per il Paese. Bisogna mobilitarsi" le parole di don Luigi Ciotti.








