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Di Alessandro Proietti | 17.01.2013 10:15 CET

Se ne è discusso molto fino ad ora, più di un esperto lo aveva sottolineato: l'attuale attività delle agenzie di rating sui debiti sovrani è, necessariamente, da rivedere. 

Reuters/Ralph Orlowski
The ECB headquarters is pictured in Frankfurt, August 4, 2011.

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In questi giorni, finalmente, è stato fatto un concreto passo avanti a tal proposito: l'Europarlamento ha approvato il provvedimento volto a regolamentare l'attività delle società di rating. E' stato un passo fondamentale che libera la strada al "via" del Consiglio Ue per l'entrata in vigore del regolamento.

Cosa cambia per i debiti sovrani? -

In primis, basta ai fiumi di valutazioni: il nuovo regolamento concede la valutazione del debito sovrano non più di tre volte l'anno. Rientra, ovviamente, tra le eccezioni la richiesta diretta dello Stato interessato. Altro fattore importante sarà l'addio al così detto "effetto sorpresa": tutti i rating dovranno essere pubblicati come da calendario, nessuno potrà più pubblicarli senza preavviso. Questo particolare concede un'arma di difesa in più ai soggetti sotto giudizio: il calendario annuale delle pubblicazioni, reso pubblico in anticipo, condenserà tutte le pubblicazioni nei venerdì, a mercati chiusi. Si allunga, in tal modo, il "limbo" concesso per studiare i giudizi. Chiude, il regolamento, con una raccomandazione: "[Le agenzie] dovrebbero astenersi da qualsiasi raccomandazione diretta o esplicita sulle politiche delle entità sovrane".

Cartolarizzazioni e indipendenza -

Anche la finanza strutturata vedrà alcuni cambiamenti: le così dette ri-cartolarizzazioni dovranno affidarsi, ogni quattro anni, ad una nuova agenzia di rating. Una rotazione "forzata" che cerca di mantenere il più possibile vicino alla realtà i giudizi emessi. Sul fronte "indipendenza", poi, sono vietate tutte le partecipazioni uguali o superiori alla soglia del 5% (del capitale o dei diritti di voto) in più di un'agenzia di rating (a patto che non facciano parte dello stesso gruppo).

Esma e ricorsi - Con il nuovo regolamento gli investitori avranno accesso ad una nuova piattaforma, ospitata sul sito dell'Esma, sulla quale sarà possibile consultare tutti i rating emessi per specifica società e/o strumento finanziario. Il capitolo dei "ricorso" si arricchisce: verrà abbandonato l'onere delle prova inverso e la società di rating potrà essere citata in giudizio in caso di inottemperanza delle norme del nuovo regolamento. Vale, ovviamente, anche la citazione in giudizio per "grave negligenza".

Dipendenza dalle agenzie - Il target finale (2020) è quello di divenire indipendenti dal giudizio delle agenzie a patto che siano emerse valide alternative per la valutazione del rischio di credito. La strada da percorrere, in tal senso, è ancora molto lunga: banche ed imprese dovranno riuscire a sviluppare validi sistemi interni per valutare il rischio creditizio così da poter "trascurare" eventuali discrepanze con quanto affermato dalle agenzie.

E' stata, dunque, introdotta più di una novità: piccoli ma concreti passi verso la riforma completa dell'anarchia attuale. Non si parla ancora di un'agenzia di rating panaeuropea: i tempi non sono, forse, maturi e l'esborso richiesto (la Commissione computa circa 300-500 miliardi di euro annui) rappresenta ancora un forte ostacolo alla sua creazione. Nonostante ciò, il "no" detto ha i contorni di una sentenza provvisoria: c'è tempo fino al 2016 per capire meglio il sistema ed avanzare nuove proposte.

 

European Central Bank
(Foto: Reuters/Ralph Orlowski / )
The ECB headquarters is pictured in Frankfurt, August 4, 2011.
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