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Di Massimiliano Di Marco | 17.01.2013 12:45 CET


Graph Search. Annunciato in pompa magna a un evento espressamente dedicato il 15 gennaio, si tratta di un motore di ricerca personale di Facebook. Una mossa contro Google? Non esattamente. Si tratta di un sistemacompletamente integrato con il social network che permette, con poche parole chiave, di risalire a persone, passioni, foto, luoghi ed eventi pubblicati dalla nostra cerchia di amici o da chiunque abbia reso pubblici i propri post, le proprie immagini, i propri "mi piace". In breve, Graph Search rappresenta in pieno lo spirito di Facebook di "un mondo aperto e più connesso", dove ogni nostro contenuto può essere visualizzato dagli altri per aiutare a trovare un dentista o un compagno di viaggio.

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Facebook event, la novità si chiama Graph Search 

"Fino a oggi le persone non hanno visto Facebook come un mezzo tramite cui scoprire luoghi dove andare a mangiare o cose che possono andare a fare in giro. Con questo prodotto invece farlo diventerà naturale", ha commentato Mark Zuckerberg nel video di presentazione di Graph Search.

La principale differenza con Google è il modo in cui i dati in possesso dell'azienda vengono usati: "Il problema non era utilizzare le informazioni personali dei singoli utenti per restituire risposte arricchite, ma quello di fornire risposte che avessero più di una connessione con i singoli utenti come ad esempio la query <>. Siamo stati fortunati visto che uno dei tre sistemi esistenti, Unicorn, è stato progettato proprio per fare questo tipo di operazioni" ha spiegato Lars Rasmussen, ex impiegato Google  e ora, insieme a Tom Stocky, altro ex-"googler", supervisore del progetto, a cui stanno lavorando 70 ingegneri software.

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Ma è tutto oro quello che luccica? Innanzitutto, una simile aggiunta a Facebook amplierebbe i discorsi sulla privacy. Se già molti utenti erano contrari all'esponenziale semplificazione con cui, negli ultimi anni, è possibile accedere a dati e foto personali, ora sarà possibile farlo con una semplice ricerca, senza dover "spulciare" nella Timeline di un profilo. Inoltre, dalle caratteristiche di Graph Search nasce un'altra direzione: quella delle aziende. I primi risultati della ricerca saranno quelli che hanno ricevuto il maggior numero di "mi piace", un sistema non dissimile da quanto visto con motori più famosi come Google o Bing.

Questo implica che le aziende potranno trovare nuovo terreno fertile di marketing attraverso Facebook con una maggior concentrazione sulle proprie pagine e le proprie inserzioni. Un sistema di marketing che si avvantaggia delle stesse caratteristiche del social network, lo stesso per ristoranti, rivenditori. Il turismo stesso potrebbe usufruire di questa feature. Questi effetti collaterali possono spaventare parte dell'utenza del social network, ma sono indubbie le potenzialità e l'utilità di Graph Search.

Curiosamente, Facebook potrebbe addirittura aver fatto un favore a Google con la nascita di questa ricerca. La società di Mountain View è infatti indagata per monopolio in Europa dagli enti regolatori. Se infatti negli Stati Uniti, dove l'indagine non ha prodotto danni all'azienda, Google detiene il 70% delle ricerche web, nel Vecchio Continente la situazione è più rilevante e la cifra sale al 90% per cento. Facebook è un social network mondiale, diffuso equamente in America, in Europa e anche in oriente, e Graph Search potrebbe quindi facilitare Google nel dimostrare il suo "non-monopolio" in quest'ambito, ora che anche Zuckerberg ci si è buttato a capofitto, pur con modalità differenti.

Graph Search è, comunque, ancora in fase di test. Ora il motore di ricerca è testato da alcuni fortunati e successivamente sarà reso disponibile a coloro che si sono iscritti sul sito apposito per una prima prova. Successivamente approderà definitivamente su Facebook per essere a disposizione dell'intera utenza.

 

Mark Zuckerberg
(Foto: Reuters / )
Mark Zuckerberg mentre presenta Graph Searc a un evento a Menlo Park, California.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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