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Di Dario Caputo | 17.01.2013 12:08 CET

Antonio Ingroia, candidato premier con "Rivoluzione Civile", continua a mandare messaggi al Partito Democratico di Bersani. Non ci sarà nessun accordo nascosto ma l'ex pm non esclude che si possa trovare qualche forma di incontro al Senato. Ingroia parla a Radio Anch'io dove anche della chiusura delle sue liste. "Ho rapporti personalmente ottimi con molti esponenti del Pd seri e impegnati da tanti anni nelle istituzioni e mi riconosco nel patrimonio ideale e culturale di tanti esponenti del Partito democratico. Ma i tempi sono veramente stretti per chiudere le liste. Su questo ci stiamo concentrando". L'ex pm critica anche alcune posizioni dei democratici: "Il Pd si sta dimostrando piuttosto sordo al nostro appello, mentre continua a guardare dall'altra parte, a Monti. Ma forse i sondaggi recenti li stanno preoccupando. Noi in ogni caso continueremo a essere disponibili".

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L'ex Procuratore di Palermo è anche molto duro con Monti. "Monti non è come Berlusconi. Monti è più insidioso, perchè il punto non è la persona. E' chiaro che Monti è più autorevole di Berlusconi. Il punto sono i contenuti espressi dal professore: ha promesso delle cose e ne ha fatte altre. Non ha mantenuto la promessa della crescita. Strizza l'occhio al pd e questo mi preoccupa". L'affondo di Ingroia e sul post voto. "Se il risultato elettorale dovesse consegnare al paese l'ingovernabilità la responsabilità sarebbe tutta del centro-sinistra che si è dimostrato sordo a tutti i messaggi che gli sono stati rivolti fin dal mio ritorno dal Guatemala".

 

 

Ingroia sulla Consulta
(Foto: www.generazionezero.org / )
Antonio Ingroia
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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