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Di Valentina Beli | 17.01.2013 14:57 CET

Fratelli d'Italia non è una costola del Pdl. Il neo partito in lizza per la corsa alle Politiche è schierato nella stessa coalizione ma non ha nessuna intenzione di tirare la volata del Pdl e tantomeno quella del Cav. Anzi, con il consenso degli italiani intende guadagnare la premiership del centrodestra. "Pensate che sono velleitaria? Forse". IBTimes incontra Giorgia Meloni, 36 anni, prima donna fondatrice di un partito ed ex ministro della Gioventù del governo Berlusconi.

Meloni
Prima fondatrice donna di un partito

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"Gli italiani mi troveranno sempre dalla stessa parte" commenta quando le viene fatto notare che si è staccata dal Pdl ma che corre comunque nel Centrodestra. "Noi abbiamo una legge elettorale che premia le coalizioni, dunque devo stare all'interno della coalizione che più mi rappresenta, ossia in quella in cui i programmi rispettano più o meno la mia lunghezza d'onda". L'ex aennina fa sul serio: "Se ho i voti per stare in Parlamento ci sto, se non ho i voti preferisco andare a casa".

Se Fratelli d'Italia non è una costola del Pdl, qual è il rapporto tra le due forze politiche?

"Siamo in tutto e per tutto competitori del Popolo della Libertà. Io ho creduto nell'esperienza del Pdl cioè nella possibilità che anche in Italia ci fosse un grande partito conservatore capace di sintetizzare storie e identità diverse. La strada giusta è rafforzare il bipolarismo: due visioni distinte che si confrontano in virtù di una cultura dell'alternanza in cui qualcuno vince le elezioni, qualcuno le perde, qualcuno governa e qualcuno fa opposizione possibilmente nell'interesse degli italiani. Ero stanca di un partito che ha confuso il garantismo con l'impunità, che ha selezionato la propria classe dirigente sulla fedeltà alle persone e non alle idee. Che si è chiuso sempre di più arrivando a ritenere che 4 persone in una stanza potessero decidere in tutto e per tutto nel nome del popolo italiano. Un partito che ha fatto del tatticismo la propria bussola".

Berlusconi ha indicato Alfano come candidato premier. Lei lo chiese fin dall'inizio in nome del rinnovamento prima di staccarsi dal Pdl

"Staremo a vedere perché intanto il Pdl sul proprio simbolo ha scritto Berlusconi presidente, dunque bisognerà vedere se manterrà quanto ha detto. Anche qui è evidente l'idea di un partito personale in cui tu puoi discutere quanto vuoi, puoi riunire tutti gli organi che vuoi ma se il giorno dopo parla Berlusconi è come se non fosse accaduto nulla. Guarda le primarie: prima annunciate, poi sospese, poi riconfermate. Quindi la raccolta firme con cui abbiamo preso in giro 200 mila persone perché poi a mezzo telefonata, senza neanche riunire gli organi di partito - io l'ho scoperto da Maurizio Lupi a 'Porta a Porta'- è stato annullato tutto".

La Lega aveva detto: o Fratelli d'Italia cambia nome o niente alleanza con il Pdl

Non abbiamo cambiato il nome. La Lega ha interesse che Fratelli d'Italia sia in coalizione se Maroni vuole provare a governare la Lombardia.  Il Carroccio fa spesso questo lavoro: sposta l'attenzione altrove quando non vuole che i suoi elettori si accorgano di qualcos'altro. Tattica politica.

Come giudica la scelta del Presidente Fini, ex An e ancor prima ex Msi, di schierarsi con Monti e l'Udc di Casini?

"Per me è incommentabile. Persone che vengono da una storia di destra e che si trovano a sostenere il candidato della Merkel alla guida dell'Italia...io sono basita. Se è il candidato dei tedeschi non è il candidato degli italiani. Molto semplice. Non siamo arrivati nel 2012 per farci spiegare dalla Merkel chi può governare a casa nostra. Il tentativo di Mario Monti di riproporci una grande balena bianca tecnocratica è un tentativo di destrutturare il bipolarismo in Italia e invece io credo che il bipolarismo vada rafforzato".

Si presuppone che questo sia il VI e ultimo atto di Berlusconi sulla scena politica. Quale futuro per il centrodestra?

"Sto cercando di interpretarlo. Si può pensare che io sia velleitaria tuttavia io mi fido del popolo italiano. Non voglio avere responsabilità del declino del centrodestra. Il modello offerto dal Pdl non mi andava più bene. Che cosa potevo fare? Provare a rappresentarne un altro che ha come obiettivo quello di essere maggioritario nel centrodestra. Se io uscissi dalla coalizione farei un favore al centrosinistra e a Monti".

L'endorsement di Fiorello?

Sul volto si apre un sorriso. "Antica vicenda, tra i tanti lavori che ho fatto da ragazzina c'è stato quello della babysitter, lui ha detto nel bar che vota per me. Tra noi c'è un'amicizia, si scherza, mi ha fatto piacere. Fiorello è una persona che stimo molto".

Poi c'è la questione Regione Lazio

"Siamo basiti dai metodi utilizzati nell' individuazione del candidato alla Regione Lazio Francesco Strorace. Eravamo fermi alla proposta di Beatrice Lorenzin, un candidato  giovane, capace e radicato sul territorio. Poi con i soliti metodi a cui siamo abituati abbiamo scoperto via twitter che Storace era il candidato. Non me ne sono andata dal Pdl per creare un movimento che deve sottostare alle stesse cose che mi hanno allontanato dal Pdl e nel merito della candidatura nessuno si è confrontato con noi. Non escludiamo che Fratelli d'Italia possa correre con un suo candidato alla presidenza della Pisana".

Giorgia Meloni gioca poi sul fattore età. Renzi sta a Bersani come la Meloni sta a Berlusconi si potrebbe pensare. L'ex ministro commenta ironica: "ho appena compiuto 36 anni, non sono più giovane e spero che mi prendano sul serio. In Italia si pensa che quelli per cui non è già scattato lo scivolo della pensione non possano fare niente. Lo dicevano anche a Renzi quando si è candidato alle primarie. Forse è proprio la generazione che non ha avuto niente ad essere più capace di interpretare questo tempo rispetto ad una generazione che ha avuto tutto e che negli ultimi30 anni ha semplicemente difeso quello che aveva preso a scapito delle generazioni successive".

 

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Giorgia Meloni
(Foto: Meloni / )
Prima fondatrice donna di un partito
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