BUFERA SCOMMESSE, tolta la penalizzazione al NAPOLI. Azzurri a -3 dalla JUVENTUS

Di Maurizio Varriale | 17.01.2013 19:53 CET
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La Corte di Giustizia Federale ha deciso di togliere la penalizzazione inflitta in primo grado al Napoli. Il club azzurro ha così visto accolto il proprio ricorso. Ottime notizie anche per Cannavaro e Grava che potranno tornare fin da subito a disposizione di Mazzarri. Per la società partenopea solo un'ammenda pecuniaria di 50.000 euro per responsabilità oggettiva. La decisione della Corte Federale riporta il Napoli al secondo posto, ad appena 3 punti di distanza dalla Juventus (Juve 45, Napoli e Lazio 42).

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Il merito della vittoria è da ascrivere non tanto agli avvocati del Napoli, quanto ad Eduardo Chiacchio, legale di Matteo Gianello e grande tifoso del Napoli. E' stato lui con la derubricazione del reato da frode sportiva a slealtà sportiva a far cadere l'intero impianto accusatorio.

Prima della pronuncia della Corte c'erano stati gli interventi di Aurelio De Laurentiis in persona e dei legali del Napoli, di Cannavaro e Grava e del grande accusato Gianello. Il presidente azzurro ha confermato dinanzi al collegio della Corte di Giustizia Federale tutto la disapprovazione del club per la decisione in primo grado di giudizio da parte della Commessione Disciplinare. "In 8 anni e 4 mesi di mia reggenza il nostro operato è stato sempre trasparente - ha detto De Laurentiis in aula -. La giustizia è stata messa a dura prova da quanto accaduto. Siamo stati condannati da innocenti ed è una situazione che non possiamo accettare. La combine non si è mai consumata e il tutto è da addurre ad una persona come Gianello che era ormai a fine contratto e di fatto estranea alla squadra.  Basta leggere le carte per capire che non abbiamo colpe. Noi non cerchiamo vie di mezzo, ma soltanto la piena assoluzione". Un intervento accorato ma dai modi pacati quello del presidente partenopeo che ha di fatto voluto seguire in prima persona l'appello.

Importante per l'appunto anche l'intervento di Eduardo Chiacchio, l'avvocato di Matteo Gianello, squalificato in primo grado a 3 anni e 3 mesi, ora ridotto a 21 mesi. Il legale ha cercato ed è riuscito a modificare la fattispecie dell'accusa per Gianello: da illecito sportivo a slealtà sportiva. Perché, secondo Chiacchio, il fatto - cioè la combine - non s'è mai consumata e il tentativo di Gianello era da ascrivere meramente alla sua sfera personale e non a quella della squadra.

Diversa la constatazione di Stefano Palazzi, procuratore federale, che aveva invece affermato come Gianello fosse persona altamente credibile, che non s'è mai contraddetta, anche se inizialmente aveva rigettato le accuse. "Ci sono quindi tutti i crismi per accusare il Napoli per responsabilità oggettiva - dice Palazzi -: il tesseramento di Gianello, il tesseramento di Cannavaro e Grava accusati di omessa denuncia e il riferimento alla partita contro la Sampdoria". Anche il procuratore si era detto però in parte sorpreso dalla sentenza della Commissione Disciplinare che ha inasprito la richiesta iniziale: "Non mi nascondo: avevo chiesto un solo punto di penalizzazione perché c'era un giocatore ai margini". La Corte Federale ha invece ribaltato di nuovo la situazione. Resta da vedere se Palazzi deciderà ora di riccorerre in terzo grado dinanzi al Tnas. Cosa che appare però assai improbabile.

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Paolo Cannavaro, capitano Napoli
( Foto : Reuters / )
Paolo Cannavaro, capitano Napoli
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