"Abbiamo evitato il collasso, ora dobbiamo evitare una ricaduta" dell'economia globale.
Reuters / Kevin Lamarque
IMF managing director Christine Lagarde holds a press briefing at the International Monetary Fund headquarters in Washington, July 6, 2011.
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Chiara e diretta, Christine Lagarde mette subito in chiaro la situazione nella sua prima apparizione del 2013. Il numero uno del Fondo monetario internazionale prepara il terreno per il World Economic Outlook del 2013. La ricaduta nominata serve a sottolineare come sia assolutamente necessario non abbassare proprio ora la "guardia".
I conti pubblici dovranno imboccare un sentiero volto alla "sostenibilità", secondo Lagarde; l'attenzione principale è rivolta proprio ai piani di medio termine volti alla riduzione del debito. Il Portogallo, ad esempio, ha compiuto un "buon lavoro" in materia di riduzione del deficit ma resta ancora molto da fare. E' assolutamente necessario, specifica il numero uno del Fmi, completare la riforma del settore finanziario. La Grecia, nel particolare, necessita ancora di privatizzazioni, di una maggiore lotta all'evasione e di ulteriori riforme strutturali.
Il 2013 economico presenterà sfide "globalizzate": l'invito agli Stati Uniti è quello di trovare, nel minor tempo possibile, un accordo circa l'aumento del tetto del debito. Dall'altra parte, troviamo le indicazioni per la debole Europa che prova a rialzarsi sulle proprie gambe. Secondo Lagarde servono ulteriori progressi in materia di unione bancaria e "un ulteriore allentamento monetario è appropriato in Europa".
Lo zoccolo duro del problema sono quei "200 milioni di persone" senza lavoro (a livello globale) di cui due quinti sono giovani. La Lagarde insiste: una politica monetaria espansiva sarebbe adatta al sostentamento della debole domanda.
Chiude con le constatazioni circa il possibile scontro Usa-Europa a livello valutario: "Non mi piace nessuna guerra" ivi compresa quella valutaria. La svalutazione competitiva delle valute, quindi, non appare come possibile jolly per la ripresa degli anni a venire.








