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Di Alessandro Proietti | 18.01.2013 10:13 CET

Il 2012 è stato un anno economicamente duro anche per chi era abituato a correre sulle ali di un'economia a crescita esponenziale. Mentre nel resto del mondo il problema delle economie "vecchie" è quello di tornare a crescre, quello dell'economia cinese è stato combattere un rallentamento che non voleva saperne di crescere oltre la soglia degli 8 punti percentuali. Pura fantascienza per i Paesi europei.

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L'accelerazione registrata da questa estate in poi ha permesso all'economia cinese di segnare un +7.9% del Pil nel quarto trimestre 2012 (portando la stima annuale al +7.8%). Ha così interrotto quella lunga serie (sette trimestri consecutivi) di rallentamenti del tasso di sviluppo dell'economia domestica. Di numero in numero, bisogna ricordare come, nel trimestre antecedente, la stessa asticella si era fermata al 7.4%.

Il boom ha una natura endogena questa volta. La produzione industriale (attesa al 10.1% a/a) ha registrato un +10.3% sopra le aspettative. Schizzano in alto pure le vendite al dettaglio con un +15.2% che segna i massimi da un anno a questa parte (le previsioni erano al 14.9%): a trainare sono stati gli elettrodomestici e il segmento auto. Le compravendite immobiliari, poi, fanno la parte del leone con il loro +30% su base annua. 

Il piano di stimoli varato da governo in autunno (126 miliardi di euro) incide anche sulla voce "investimenti fissi" che mantiene una crescita annua al 20.6%.

I numeri dell'economia cinese sembrano, dunque, sempre strabilianti: le previsioni per il 2013 già parlano di un +8.2% (YoY).

A voler esser sospettosi, però, tornano in mente le parole di Li Keqiang che, nel 2007, si lasciò sfuggire la sua perplessità circa le stime di crescita degli uffici di statistica cinesi. Sulla stessa lunghezza d'onda vennero pubblicati indici sostitutivi del classico GDP cinese. Quello che ormai viene chiamato "Li Keqiang Index" fonda le stime della crescita analizzando fattori quali elettricità, traffico merci e prestiti immobiliari. Il quadro che ne emerge mostra una crescita prossima al 5.5% con picchi minimi nel recente passato al 3.5%.

Queste ultime stime, ovviamente, sembrano eccedere nel senso opposto. La sensazione è che la realtà sia una versione leggermente smussata della crescita attualmente riconosciuta all'economia cinese che resta, comunque, una vera e propria "locomotiva economica". Come per ogni cosa, in medio stat virtus.

China's Flag
(Foto: Reuters / )
China
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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