Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del consiglio, ha convocato un vertice d'urgenza riguardo la situazione dell'Ilva che si terrà alle 19.30 di stasera a Palazzo Chigi.
Reuters
L'Ilva di Taranto
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Al vertice parteciperanno, oltre lo stesso Catricalà, anche il presidente del consiglio, Mario Monti, il ministro degli interni, Anna Maria Cancellieri, il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passero, il ministro dell'ambiente, Corrado Clini, i segretari delle principali sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl), il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ed infine il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante. Alla riunione assisteranno, inoltre, anche il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, il sindaco e il presidente della provincia di Taranto.
La riunione arriva dopo la scossa data da alcuni sindacati. La Usb, ad esempio, ha indetto uno sciopero ad oltranza per i dipendenti dell'Ilva dopo un'assemblea a cui hanno partecipato ben 1500 lavoratori.
Il sindacato, tra le altre cose, chiede la nazionalizzazione dell'azienda, il fermo e il ripristino degli impianti maggiormente inquinanti, la garanzia occupazionale per tutti i dipendenti nonché l'esproprio senza indennizzo della fabbrica alla famiglia Riva.
Allo stesso modo, anche la Fim-Cisl ha proclamato ieri uno sciopero ad oltranza dato "la mancanza di volontà (da parte dell'azienda) nel dare atto alla legge 231 e alla conseguente applicazione delle misure contenute nell'Aia" come si legge in una nota sindacale.
Nel frattempo anche le forze politiche locali si stanno mobilitando. Il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, ad esempio, ha indetto per il prossimo 14 Aprile un referendum consultivo che chiederà ai cittadini il proprio parere sull'eventuale chiusura totale o parziale degli impianti dell'Ilva.
Sulla questione è intervenuto anche Nichi Vendola. Il leader di Sinistra, Ecologia e Libertà ha chiesto alla Corte Costituzionale di anticipare la seduta (attualmente fissata al 13 Febbraio) riguardo all'eventuale conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato nato con la legge 231 del Dicembre 2012.
“Prendo atto del grande sforzo compiuto dai giudici della Corte Costituzionale nell’aver fissato in tempi così rapidi l’udienza, e di questo li ringrazio profondamente" ha dichiarato Vendola "ma il veloce precipitare degli eventi, cui stiamo assistendo in queste ore a Taranto, rende opportuno una ulteriore accelerazione”.
Fonti: Il Fatto Quotidiano, Ansa








