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Di Emiliano Ragoni | 19.01.2013 12:17 CET

Giappone

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La bioedilizia è una modalità di concezione delle abitazione che sta facendo passi da giganti in quasi tutto il mondo. L'Italia, purtroppo, rimane ancora un pochino indietro da questo punto di vista, fortunatamente ci sono altri paesi che rappresentano l'esempio da seguire. E' questo il caso della regione di Hokkaido, Giappone, dove sono state studiate soluzioni abitative per combattere i climi rigidi. Questo è quindi l'obbiettivo di Même: una casa sperimentale progettata dall'architetto Kengo Kuma con il supporto tecnico del laboratorio Tomonari Yashiro dell'Istituto di Scienze Industriali dell'università di Tokio e sponsorizzata dalla Fondazione LIXIL JS. Même è anche il nome del distretto dove è situata la casa smontabile e nella lingua locale significa "luogo dove le primavere prorompono".

Il telaio della struttura portante è realizzato in legno di larice giapponese ed avvolto da un rivestimento in poliestere che costituisce la "pelle" dell'edificio. La parte interna è costituita invece da una membrana in fibra di vetro. Tra questi due strati è stato inserito un isolante, il poliestere realizzato riciclando le bottiglie di plastica.

L'isolamento e il mantenimento del calore è garantito sia dallo spessore dell'isolamento, sia dai moti convettivi dell'aria che si innestano tra le due membrane. Il riscaldamento dell'abitazione è quindi assicurato dalla combinazione di diversi sistemi. Il pavimento radiante, i termosifoni e il camino posto al centro della casa che permette il funzionamento degli altri due diversi impianti di riscaldamento fanno il resto.

Ma non è tutto. La membrana che avvolge la casa ha la caratteristica di essere permeabile alla luce, così da creare una stretta relazione tra la vita della casa e il ritmo della natura. Nessun sistema di illuminazione elettrica è stato istallato per la vita quotidiana e i residenti sono costretti a svegliarsi con la luce del sole e andare a dormire al tramonto. 

Una serie di tubi al neon sono stati inseriti nella membrana lungo il perimetro per creare nella notte l'effetto di "galleggiamento" della casa. Ma la particolarità dell'abitazione è che le finestre, alcune finiture e la membrana interna possono essere rimossi. La vita all'interno della casa verrà monitorata, grazie all'istallazione di una serie di sensori che misurano la temperatura interna e l'umidità dell'aria e gli elementi verranno sostituiti con diversi tipi di materiali al fine di mettere a punto quelli che garantiscono le prestazioni migliori.

Questo progetto trae ispirazione alle tipiche case "chise" degli Ainu, gli indigeni di Hokkaido. La casa "chise" è chiamata "casa in erba" perché il rivestimento esterno è costituito da erba e bambù che contribuiscono a mantenere il comfort termico degli ambienti interni. Inoltre questo tipo di abitazione viene anche chiamata "case della terra" perché il camino è ricavato direttamente nel terreno e il pavimento è costituito da semplici stuoie a contatto diretto con il terreno.

[Fonte: ArchitetturaSostenibile | Foto: Kuma & Associates ]

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This article is copyrighted by International Business Times.
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