• Share
  • OkNotizie
  • +2
  • 0

Di Claudio Forleo | 20.01.2013 10:52 CET

Ora il rischio è di lasciare le cose a metà. La polemica sugli 'impresentabili' ha convinto il Pd a chiudere la porta a quattro candidati: Vladimiro Crisafulli e Antonio Papania in Sicilia, Nicola Caputo in Campania e Antonio Luongo in Basilicata. Ma rimangono in lista 'mister preferenze' Nicodemo Oliverio in Calabria (imputato per bancarotta fraudolenta) e i prescritti Giovanni Lolli e Andrea Rigoni (rispettivamente per favoreggiamento e abuso edilizio). Due pesi e due misure.

Seguici su Facebook

Lo stesso potrebbe accadere nel Pdl. Sembra che Silvio Berlusconi abbia deciso di far fare un passo indietro a molti dei suoi uomini, convinto che senza di loro guadagnerà "un milione di voti". Tra questi anche Marcello Dell'Utri che al Fatto Quotidiano conferma: "Siamo al capolinea. Se non fossi in Parlamento, è vero, sarei già in galera. Se mi condannano definitivamente non c'è scudo che tenga. Tanto vale andarsene ora. Non voglio fare da capro espiatorio e che si dica: 'Abbiamo perso per colpa di Dell'Utri'".

Anche qui spicca un certo doppiopesismo. Oltre a quella del senatore siciliano potrebbero saltare le candidature di Nicola Cosentino (rinviato a giudizio per corruzione e concorso in associazione camorristica), Alfonso Papa (finito in carcere per l'inchiesta P4), Antonio D'Ali (imputato per concorso in associazione mafiosa), Marco Milanese (imputato per corruzione), Mario Landolfi (imputato per concorso in corruzione con l'aggravante di aver favorito i Casalesi) e Amedeo Laboccetta (vicino a Francesco Corallo, considerato il re del grande business delle slot machines. Figlio di Gaetano Corallo, condannato a sette anni e mezzo per associazione a delinquere e uomo del boss catanese Nitto Santapaola).

Dopo Claudio Scajola rinuncia alla candidatura anche Luciano Moggi, inserito nelle liste da Stefania Craxi e condannato in primo grado a 5 anni per associazione a delinquere: "Dopo un'attenta riflessione devo rinunciare a questa candidatura, pur rimanendo al fianco di Stefania, per potermi concentrare al meglio su quella che è e sarà, la mia priorità, il processo denominato Calciopoli che ha, prima coinvolto e, successivamente, distrutto decine di famiglie di arbitri e assistenti del tutto estranei a questa vicenda assurda che è servita solo per la candidatura politica di altri".

Sembrano poter scampare alla tagliola Luigi Cesaro (indagato per i suoi presunti rapporti con il clan dei Casalesi) e il plurinquisito coordinatore del Pdl Denis Verdini (imputato per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L'Aquila, associazione a delinquere e abuso d'ufficio).

Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri
(Foto: Reuters / Alessandro Garofalo)
Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +2
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci