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Di Dario Caputo | 20.01.2013 11:08 CET

È una campagna elettorale davvero interattiva quella che si sta giocando in questa tornata elettorale. I vari leader in campo si sono gettati a pieno regime nel mondo della rete e si combattono a suon di messaggi lanciati sui vari social network. Su internet, però, ci sono delle regole ben diverse da quelle della televisione o della carta stampata.

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A studiare questo fenomeno sono stati l'Osservatorio politico del Politecnico di Milano, Blogmeter e Mimesi360; i dati raccolti sono stati forniti al quotidiano "La Repubblica". Sono stati messi a nudo e studiati un gran numero di fonti come le maggiori testate online, Facebook, twitter. Oltre 500mila blog e altri 700 tra forum e social network. Lo studio messo in campo ha rilevato che, ora come ora, si parla molto di più di politica rispetto a prima. I risultati forniti al quotidiano hanno preso in esame i primi quindici giorni dell'anno. Vediamo che nei primi giorni di gennaio, fino al 9, il premier uscente Monti è stato il leader più discusso sulla rete ma poi abbiamo assistito ad un rilancio del leader del Pdl Berlusconi con il sorpasso il 9 e un picco l'11, il giorno della sua presenza a "Servizio pubblico".

Il Cavaliere totalizza 686mila conversazioni, Monti si ferma a 396mila, Bersani a 253mila, Grillo a sole 197mila e Ingroia ( entrato dopo in corsa e che registra una continua crescita ) a 15mila. Il Professor Giuliano Noci, curatore del progetto, ha dichiarato che "la Rete tende a enfatizzare gli aspetti negativi piuttosto che quelli positivi. I leader di cui si parla di più, Monti e Berlusconi, sono anche quelli esposti ai giudizi peggiori". Per quanto riguarda twitter l'indicatore che è stato preso in considerazione e studiato è il "sentiment". Questo fattore indica quale sia il giudizio espresso da chi invia il messaggio riguardo al leader citato. Qui a vincere sono Bersani e Ingroia, i due hanno una percentuale più alta di "mood" positivi. Oltre a questo fattore è stato preso in considerazione "l'engagement", rappresentato dalla capacità di un tweet di suscitare reazioni.

In questo caso a vincere è Monti che gode dell'effetto novità e con un messaggio su twitter ha annunciato al sua "salita" in politica. Il Professore è seguito da Grillo e Bersani mentre l'account twitter Berlusconi2013, gestito da dei "volontari digitali", ha dei livelli di reazione molto bassi. È proprio Nicola Spiller, uno dei ricercatori che ha portato avanti quest'indagine, a spiegare che verità e trasparenza sono le prime regole da seguire in rete. "Serve una gestione molto professionale della propria presenza in Rete, diversa da quella dei media di massa. Serve verità per innescare reazioni. Adesso invece i nuovi canali vengono utilizzati in una vecchia logica di flusso, con un mittente e un ricevente, senza tener conto che la loro caratteristica più importante è l'interattività". Il dott. Spiller spiega anche che "La tv ha ancora un ruolo chiave, basti vedere cosa è accaduto su Internet durante e dopo Servizio Pubblico, ma gran parte degli italiani la guardano ormai con un secondo schermo davanti. E alla fine, ad attirare maggiormente l'attenzione, è lo schermo più interattivo".

Quello che prevale nella rete è "un clima da tifoseria da stadio", i contenuti e i programmi restano invece ai margini. La colpa non è è però dei fruitori della rete ma è di chi invia l'input. "È vero che ci sono molti messaggi aggressivi, che i toni negativi sono predominanti - conclude Noci - ma in Rete è fondamentale l'ascolto: un'attività che in questo momento è del tutto assente". Più ascolto, più interazione e più connessione proprio perché non basta più lanciare un messaggio e diffonderlo in modo ossessivo. 

 

 

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(Foto: Unicavox / )
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