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Di ilaria De Pasquale | 20.01.2013 13:12 CET

Incredibile ma vero. Ieri a Sofia un uomo ha puntato una pistola contro il leader del movimento della destra liberale per diritti e libertà (Dps), Ahmed Dogan, ma il colpo non è partito.

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L'episodio è avvenuto alla conferenza annuale del partito, che rappresenta la minoranza turca in Bulgaria. Ahmed Dogan stava leggendo il suo discorso ai delegati, quando l'attentatore, Oktay Enimehmedov, di etnia turca e con precedenti criminali, è salito sul palco armato ed è arrivato, incredibilmente, ad un metro da lui.  

La sicurezza è intervenuta, in ritardo, immobilizzando l'attentatore e picchiandolo. Stando alle dichiarazioni della polizia l'uomo aveva con sé anche due coltelli. Diverse le reazioni dal mondo della politica. Il vicepresidente di Dps ha definito l'incidente una "mostruosa manifestazione di politica dell'odio".

È stata avanzata anche l'ipotesi della "messa in scena". Il deputato socialista Anton Kutev, infatti, ha dichiarato alla radio nazionale bulgara che l'attentato a Dogan è "una messa in scena i cui movimenti andrebbero cercate nelle lotte intestine in seno al Dps".

Sofia, un uomo punta una pistola contro il leader Dps
(Foto: reuters / )
Fallito attentato al leader Ahmed Dogan
This article is copyrighted by International Business Times.
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