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Di Emiliano Ragoni | 20.01.2013 16:55 CET

Mega da qualche ora è finalmente online. In un precedente articolo avevamo affermato che ormai era solo una questione di ora per il decollo definitivo della nuova creature del corpulento Kim Dotcom. A nulla è servito l'intervento del governo statunitense, il cui tempismo fu sospetto nel momento in cui il SOPA (Stop Online Piracy Act) veniva proposto per fermare l'avanzata digitale di Kim Dotcom, alias di Kim Schmitz, fondatore di MegaUpload e MegaVideo. Dopo un periodo passato in Nuova Zelanda, l'informatico si prepara a riconquistare il web con Mega, le cui basi affondano le radici nel tanto discusso MegaUpload, chiuso nel gennaio 2012.

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Il sito è già online e KimDotCom ha fatto crescere l'attesa con un annuncio tramite Twitter: "Mega avrà limiti generosi per gli utenti. Ad esempio, si avranno 50 GB di spazio gratuitamente". Una mossa che farà sicuramente tremare Dropbox e SkyDrive, che, rispettivamente, offrono invece 2 e 7 GB di spazio cloud senza pagamento. Inoltre Schmitz ha dichiarato che sta facendo il possibile per venire incontro ai vecchi iscritti di MegaUpload in modo tale che abbiano indietro i propri file: al momento non è ancora stata trovata una soluzione che lo permetta.

Quello che differenzia Mega rispetto al suo predecessore è la modalità di decriptazione. Ogni qual volta un utente caricherà un file gli verrà consegnata una chiave unica per decriptarlo, codice di cui sarà in possesso solo lui. Se vorrà poi condividere tale file con altre persone potrà rivelare loro la chiave, postandola pubblicamente o privatamente, ma in questo modo KimDotCom e colleghi si tolgono fastidiosi ed eventuali problemi legali. Se, infatti, il file caricato non rispettasse il diritto d'autore (poniamo caso un libro, un film o un videogioco) la colpa sarebbe unicamente da imputare all'utente in quanto, di fatto, nemmeno Kim stesso, una volta data la chiave all'utente, potrebbe poi accedervi. 

Tra le altri novità anche la flotta di server ultra-veloci, dislocati in ubicazioni sconosciute e in nazioni accondiscendenti alla condivisione (più o meno legale) di file e dati. Oltre alle impostazioni sulla decriptazione dei files è possibile settare anche il numero di connessioni in upload e download, per migliorare sensibilmente la velocità di caricamento e di scaricamento dei file. Ogni utente ed ogni file avrà un tetto massimo di banda ad alta velocità sfruttabile mensilmente: superata questa soglia non si potrà scaricare a più di 45Kb/s.

Mega cercherà di "monitorare" i flussi di file con maggiore traffico rallentando la velocità di download ai file sospetti provenienti da account free, al solo scopo di garantire una equa redistribuzione della banda verso gli utenti in possesso di account a pagamento. Nessun file può essere spiato o intercettato con l'attuale livello di cifratura; il monitoraggio servirà solo a non intasare i server.

Per contrastare il successo degli altri siti dedicati al cloud storage (primi tra tutti Dropbox e Skydrive) Mega offrirà tantissimo spazio con l'account free (ben 50 GB) e prezzi popolari per gli abbonamenti a pagamento:

  • 10 € mensili per 500 GB di spazio e 1 TB di banda sfruttabile;
  • 20 € mensili per 2 TB di spazio e 4 TB di banda sfruttabile;
  • 30 € mensili per 4 TB di spazio e 8 TB di banda sfruttabile.

Prezzi molto concorrenziali, con velocità di punta garantite fino a 400 Megabit al secondo per ogni singolo utente (ovviamente questa velocità è influenzata anche dal carico dei server e da altri fattori della rete).

Queste le parole di Dotcom rilasciate su twitter: 250,000 user registrations. Server capacity on maximum load. Should get better when initial frenzy is over. Wow!!! 

Insomma, fino ad ora Mega è un successo.

[Via: Gizmodo]

 

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Kim Schimtz, fondatore di Megaupload.
(Foto: Reuters / Handout)
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This article is copyrighted by International Business Times.
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