• Share
  • OkNotizie
  • 0
  • 0

Di Dario Caputo | 20.01.2013 21:06 CET

Negli scorsi mesi tanto si è parlato dei tagli alla sanità pubblica della regione Lazio. Una sanità al tracollo e con l'acqua alla gola. Un sistema mal governato da anni che ha portato il premier Monti a nominare Enrico Bondi come commissario per cercare di rimettere in piedi il sistema. Diciamo che la cura Bondi era molto dura con 1.800 posti in meno (poi diventati 950) e con la possibile chiusura di interi ospedali come il San Filippo Neri e il Cto. Migliaia di medici, dipendenti e pazienti hanno vissuto giornate piene di angoscia ed erano tutti sul piede di guerra.

Seguici su Facebook

Ora che Bondi si è dimesso e al suo posto è stato nominato Filippo Palumbo tutto è cambiato e della cura dell'ormai ex commissario è rimasto ben poco. Visto che il disavanzo del 2012 tocca i 780 milioni di euro e che, proprio a causa del debito della sanità, i cittadini del Lazio pagano le tasse più alte, alcuni tagli saranno necessari. Ma di tutto questo se ne discuterà con il nuovo governatore regionale che sarà eletto il 24 e 25 febbraio prossimi. Sono gli stessi sindacati a sostenere questa linea. "Andremo all'incontro con il nuovo commissario ma spiegheremo che non abbiamo intenzione di parlare con lui di piano di tagli dei posti letto o di riorganizzazione della rete". Il nuovo commissario vedrà i sindacati dei lavoratori domani, mentre martedì vedrà tutte le sigle sindacali dei medici.

La preoccupazione maggiore dei medici è legata al rinnovo del contratto dei precari. Comunque i sindacati dei medici saranno compatti nel sostenere che il piano Bondi non può andare avanti. 

 

 

Sanità
(Foto: Reuters / )
Sanità al collasso
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • 0
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci