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Di ilaria De Pasquale | 21.01.2013 12:48 CET

La BCE lancia l'allarme per il calo degli istituti monetari finanziari (FMI) registrato al 1 gennaio 2013.I decrementi maggiori in termini relativi si registrano in Slovacchia (-30%), Lussemburgo (-22%), Francia (-9%), Spagna e Finlandia (-8%). Quelli in termini assoluti si registrano invece in Lussemburgo (-124%), Francia (-105%), Italia (-55%).

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Anche il settore dei fondi monetari per l'investimento di breve termine nei mercati internazionali (money market fund) ha subito riduzioni, anche per via delle linee guida ECB/2011/2013, che ha rivisto i criteri di classificazione.

La contrazione del 2012 ha interessato soprattutto Lussemburgo (-128) e Francia (-84). Il calo, considerando il periodo 1999-2013, è del 28% (2,797 istituti), nonostante l'ingresso nell'Ue di Grecia, Slovenia, Cipro e Malta e Slovacchia, Estonia. Le percentuali maggiori riguardano Olanda (59%), Francia (46%) e Germania (42%), e quelle minori Spagna (37%), Lussemburgo (36%), Portogallo (30%), Grecia (27%) e Belgio (24%).

Al primo gennaio 2013 Germania e Francia contano il 42% degli FMI dell'area euro, approssimativamente la stessa percentuale del 1 gennaio 2012.

Ad oggi la grande maggioranza degli FMI nell'area euro è costituita da istituti di credito (85,5% - 6,019 unità) E money market fund (14,0% - 987 unità). Le banche centrali (18 unità compresa la ECB) e gli altri istituti costituiscono solo il 12,2%.

I dati rivelano un calo dell'appeal dell'area Ue per i grandi fondi monetari di investimento.

(fonte: European Central Bank)

 

 

BCE, MFI -6% nel 2013
(Foto: Reuters / )
La BCE rivela un forte calo degli MFI
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