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Di C.F. | 21.01.2013 14:50 CET

6 aprile 2009. Il terremoto distrugge il centro storico dell'Aquila e si porta via 308 vite. Berlusconi e il suo governo raggiungono il picco massimo dei consensi nelle settimane successive, quando l'allora Presidente del Consiglio visita ripetutamente il capoluogo abruzzese promettendo mari e monti. Guido Bertolaso, al tempo numero 1 della Protezione Civile che agisce in perfetta sintonia con il governo di centrodestra, dichiara che per ricostruire la città (compreso il centro storico) ci vorranno cinque anni.

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Gennaio 2013. A distanza di quasi quattro anni il centro storico dell'Aquila è rimasto tale e quale. Oggi sappiamo quale fosse realmente il pensiero di Bertolaso sui tempi della ricostruzione. L'ex capo della Protezione Civile venne intercettato al telefono con Gianni Letta (allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura di Napoli.

"Sono contento che Berlusconi venga ma il centro storico dell'Aquila non si può ristrutturare, è tutto inagibile. Non deve dire rimettiamo gli abitanti tra 28 mesi perché è un massacro. Ti dico la verità, li mettiamo tra 28 anni" le parole pronunciate da Bertolaso l'8 aprile 2009, due giorni dopo il sisma.

Chissà se anche Bertolaso dichiarerà di "essere stato frainteso".

 

L'Aquila, Bertolaso e la verità sulla ricostruzione
(Foto: REUTERS/Alessandro Garofalo/ P / )
In un'immagine d'archivio, l'allora premier Silvio Berlusconi parla con il responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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