Ricordando Audrey Hepburn a vent'anni dalla sua scomparsa

Di Giulia Bazzocchi | 21.01.2013 14:20 CET
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Era il 20 gennaio 1993 quando, all'età di 63 anni, Audrey Hepburn se ne andava per sempre, vinta da un male incurabile.

Sono trascorsi vent'anni dal quel giorno, eppure, il fascino delicato della bella attrice è rimasto invariato, anzi, con il passare del tempo è diventato sempre più un riferimento certo, tanto da definire Audrey Hepburn una vera e propria icona di stile. Il suo sguardo magnetico, il sorriso dolce e ammaliante, lo stile regale l'hanno resa una della star di Hollywood più amate. 


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Vacanze Romane, Sabrina, Colazione da Tiffany sono solo alcuni dei film che hanno consacrato sul grande schermo la grazia di Audrey. A lei si deve l'avvento del tubino nero come passapartout di eleganza e raffinatezza, delle ballerine, dei grandi cappelli importabili mentre passeggia lungo la Fifth Avenue di New York. Quel tubino nero che fù disegnato da Givenchy per l'amica e la musa, è stato capace di influenzare la moda e costume del ventesimo secolo. È sempre grazie a lei se il negozio di Tiffany sulla Quinta Strada è diventato una tappa 'obbligata' di tante turiste romantiche in viaggio nella Grande Mela. Il famoso store dove "niente di brutto può accaderti" ripreso nelle scene di Colazione da Tiffany diretto da Blake Edwards.

E poi, come dimenticare le sue splendide interpretazioni in Vacanze Romane di William Wyler, dove Audrey è la principessa Anna che in visita diplomatica a Roma scappa dalla sua 'prigione' dorata per provare l'ebrezza della normalità della Città Eterna a fianco del giornalista americano Joe Bradley, interpretato da Gregory Peck. Impossibile non ricordare la scena del rocambolesco giro in vespa fra le più belle vie del centro, o del taglio netto alla moda dal barbiere di fronte alla fontana di Trevi.

Così, mentre in My Fair Lady, Audrey Hepburn svela con Eliza Doolittle i salotti dell'alta società londinese, mostrando tutto il fascino della capitale britannica, nella Ville Lumiere la sua Sabrina afferma che: "Parigi è sempre una buona idea" dando al pubblico l'ennesima conferma di come Audrey incarni perfettamente i concetti di eleganza e stile. Pur non essendo ambientato nella capitale francese, in Sabrina, Audrey recita al fianco di Humphrey Bogart, e la città di Parigi ha un ruolo principale nell'evoluzione della protagonista. Perchè come lei stessa dice: "Parigi non è fatta per cambiare aerei ma per cambiare vita".

Lei non si sentiva bella, ma ha saputo rappresentare egregiamente un modello meraviglioso. Era magra, ma senza alcun sospetto di anoressia; contraddice il prototipo attuale della donna svestita e eccesivamente rifatta. Il suo fisico androgino, il suo sorriso, i suoi lineamenti hanno fatto di lei una bellezza naturale, ma al tempo stesso molto curata con alcuni tratti distintivi che l'hanno resa celebre. Tra questi, le sopracciglia ad ala di gabbiano, disegnate dal truccatore italiano Alberto De Rossi, l'uso delle ballerine che non avevano più di 3-5 centimetri di tacco, gli occhiali grandi, i guanti, i foulard. Pezzi che hanno reso il suo stile unico, tanto che, resiste ancora oggi.

Con queste parole, il figlio la ricorda: "Era solita sorprendersi quando notava l'ammirazione negli altri. Era come un cerbiatto che all'improvviso alza gli occhi, senza capire d'essere irresistibile".


 

Breakfast at Tiffany
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