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Di Dario Caputo | 21.01.2013 17:31 CET

All'Ilva di Taranto il braccio di ferro tra magistratura da un lato e governo e azienda dall'altro non stenta a placarsi e sono tanti gli operai e le famiglie che vivono in ansia, un sentimento dettato dalla paura di perdere il lavoro e di non poter dare da mangiare ai propri figli. Proprio oggi il Presidente dell'Ilva Ferrante ha incontrato a Roma i sindacati metalmeccamici e ha dato loro una notizia shock. "Se i prodotti di Taranto non dovessero essere dissequestrati, c'è purtroppo uno scenario inevitabile: il blocco degli stabilimenti siderurgici di Taranto, Genova e Novi Ligure". A riportare questa frase di Ferrante sono proprio i sindacati all'uscita dall'incontro. Dovrebbe arrivare proprio oggi la decisione del Gip in merito al dissequestro dell'acciaio.

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Lo stesso Ferrante ha dichiarato che "la situazione di Taranto è drammatica e che l'azienda sta lavorando in profonda perdita". Ha aggiunto anche che nel corso dell'ultimo incontro a Palazzo Chigi l'azienda ha prospettato il ricorso alla cassa integrazione. "Si tratterebbe - ha puntualizzato oggi Ferrante - di una misura provvisoria legata soprattutto alla ripartenza degli impianti e ai lavori di messa a norma ambientale che devono essere fatti sugli impianti dell'area a caldo". Tutti i lavoratori vivono ancora nella paura e nell'incertezza più totale sul loro domani.

Domani è stato convocato anche il Consiglio dei Ministri e all'ordine del giorno c'è proprio questo problema. Il decreto che dovrebbe emanare il Governo riguarderebbe il ricavato delle merci dissequestrate. Il Governo vorrebbe che tale ricavo fosse unicamente finalizzato al pagamento degli stipendi, al pagamento dei fornitori dell'Ilva e agli investimenti ambientali. L'azienda, dal proprio punto di vista, ritiene di essere stabile e di poter contare sulle sue sole forze. Ferrante ci tiene a precisare che "L'azienda cercherà in tutti i modi possibili di assicurare gli stipendi di gennaio".

Per il Presidente dell'Ilva "per far fronte agli ingenti investimenti prescritti dall'Autorizzazione integrata ambientale, l'azienda ricorrerà al credito bancario, a tutti gli strumenti possibili, ma siamo disponibili anche a mettere come garanzia quote societarie". I sindacalisti hanno confermato che "allo stato non ci sono tutti i soldi necessari per far fronte ai vari adempimenti". Ad intervenire sull'annosa questione è anche il Ministro dell'ambiente Corrado Clini: "Oggi e domani, con l'attesa risposta del gip, e il consiglio dei ministri che affronterà nuovamente il tema, saranno altre due giornate importanti per l'Ilva di Taranto". 

L'Ilva di Taranto
(Foto: Reuters / )
Una immagine dell'Ilva di Taranto
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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