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Di Emiliano Ragoni | 21.01.2013 17:50 CET

Atari 2600

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Atari 2600

 

 

La tecnologia sta cambiando ad un passo vertigionoso, forse ad una velocità tale che nemmeno gli analisti avevano previsto. Se non apporti tempestivamente dei cambiamenti sei out. Ed il mondo dei videogames è l'esempio concreto di questo processo di cambiamento repentino. Atari la vittima illustre. In due anni le azioni del colosso sono crollate verticalmente, tanto da costringere la società americana del gruppo a staccarsi dall'azienda madre, puntando ad una amministrazione controllata per essere acquistata da privati e convertire tutta la produzione verso il florido settore del mobile gaming.

Si tratta dell'azienda fondata negli Stati Uniti nel 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney, alla quale si può attribuire l'inizio dell'industria videoludica con Pong. La versione domestica di Pong, che si connetteva ad un televisore, fu una delle prime console dell'azienda. E quindi cos'è successo ad Atari? Scelte sbagliate, che nel corso degli anni sono state pagate molto care. Un declino cominciato a partire dagli anni '90 con il fallimento del Lynx -console portatile- e del Jaguar -console domestica. Prodotti tecnicamente all'avanguardia ma scarsamente supportati da terze parti.

Atari ha presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti e sta cercando di separarsi con la casa madre francese. Quindi, attualmente all'interno di Atari è in corso una scissione. Il gruppo si trova in una situazione finanziaria disastrosa con entrate crollate del 43% nel 2011 e del 34% nel 2012 ed il prezzo delle azioni passato dagli 11 dollari del 2008 a poco meno di un dollaro attuale. La costola composta dalle affiliate americane ha come obiettivo quello di separarsi dalla casa madre, l'Atari SA, avviando le procedure per un'amministrazione controllata. L'azienda vuole che il business degli Stati Uniti, e di altre tre società, Atari Interactive Inc., Humongous Inc. e California US Holdings Inc., siano trattate come un'entità distinte.

Attraverso questa operazione finanziaria Atari Inc e le altre aziende USA potrebbero tornare disponibili sul mercato ed acquisibili da compratori privati, con la speranza di (ri)convertire la produzione verso contenuti digitali e mobile gaming. 

La storia di Atari è una brutta, bruttissima pagina della storia dell'industria videoludica. Un'azienda il cui brand per più di 30 anni è stato associato al mondo dei videogames. Ma questo declino era ampliamente preventivabile. L'azienda da un decennio aveva ridotto drasticamente il proprio fatturato, tanto da legarsi per un prestito di 28 milioni di dollari con la londinese Blue Asset. Una pendenza notevole, talmente grande da privare l'azienda delle risorse necessarie per il completamento del lancio dei nuovi prodotti destinati alle piattaforme mobile. Insomma la sorte di Atari è purtroppo segnata.

 

[Via: TheInquirer]

This article is copyrighted by International Business Times.
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