Sembra esserci una certa confusione in casa Rivoluzione Civile. Se da un lato Antonio Ingroia torna ad aprire a Beppe Grillo, dall'altra Antonio Di Pietro usa parole dure e di netta chiusura.
Reuters
Chiude a Grillo
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"Ho lanciato più di un appello per un'apertura di dialogo, ma non sono venute risposte soddisfacenti - dice il leader di Rivoluzione Civile -. Le sue risposte sono spesso battute. Dico e ribadisco a Beppe Grillo: così non si può cambiare l'Italia. Vuole davvero cambiare l'Italia? Allora discuta con le forze politiche che certi temi li vogliono affrontare per cambiare il Paese" ha dichiarato il magistrato a Gr Parlamento.
"Auspico che il Movimento, che ha in sé contenuti che noi in parte condividiamo, riesca a maturare e a diventare non soltanto un movimento di protesta, ma anche un movimento politico in senso vero e quindi di proposta. Grillo ministro? A queste condizioni, non mi scandalizzerebbe".
Quasi in contemporanea, ospite del Fatto Quotidiano, Antonio Di Pietro mostra una posizione molto diversa rispetto al leader di Rivoluzione Civile: "Il voto a Grillo dopo il 25 febbraio diventa un voto inutile".








