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Di Claudio Forleo | 22.01.2013 08:45 CET

La 'sceneggiata' di ieri sul destino di Nicola Cosentino è stata un degno atto di chiusura di una commedia all'italiana. Dopo venti giorni passati a ignorare il problema degli impresentabili i partiti hanno scelto di decidere all'ultimo. Ma nel 'fare pulizia' hanno volutamente dimenticato qualcuno.

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In casa Pd, come abbiamo già scritto, sono stati candidati due prescritti (Lolli in Abruzzo e Rigoni in Toscana) e due imputati (Oliverio in Calabria e De Luca in Campania). Il Pdl è riuscito a cambiare idea tre o quattro volte, non solo su Cosentino. E prosegue nel sostenere la tesi che va bene non candidare i vari Dell'Utri e Papa, ma è più che coerente avere un leader che conta una condanna in primo grado per frode fiscale, sei prescrizioni e tre processi in corso.

Ma nel repulisti si sono persi qualcun'altro: il coordinatore nazionale Denis Verdini, plurinquisito. Luigi Cesaro (già coinvolto negli anni Ottanta in un'indagine sulla Nuova Camorra di Raffaele Cutolo), considerato dai magistrati campani un punto di riferimento per i Casalesi (come Cosentino) ma che rispetto al collega è solo indagato. Roberto Formigoni (indagato per corruzione), il cui coinvolgimento in diverse inchieste ha portato alla caduta della giunta lombarda ma gli è valso un posto in Senato. Amedeo Laboccetta, in rapporti con Francesco Corallo (re delle slot machines e figlio di un collaboratore del boss Santapaola). In Sicilia esce Dell'Utri, ma resiste Antonio D'Ali (imputato per concorso esterno). Confermato Giulio Camber, pregiudicato per millantato credito. E, new entry di ieri, l'ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini (imputato per peculato e indagato per abuso d'ufficio).

Non che le altre liste possano considerarsi immuni. La Lega Nord presenta Umberto Bossi (pregiudicato per finanziamento illecito). L'Mpa candida Raffaele Lombardo per cui vale il discorso fatto per Formigoni. Si è dimesso da governatore della Sicilia perchè rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, ma si è candidato per il prossimo Parlamento. In lista con lui anche Giuseppe Federico, indagato per voto di scambio. L'Udc presenta Lorenzo Cesa (altro reduce da Tangentopoli come Bossi, reo confesso e condannato in primo grado per corruzione ma assolto per un 'vizio di forma') e Giovanni Pistorio (che ha una condanna per danno erariale, secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano).

E scusate se abbiamo dimenticato qualcuno... 

Silvio Berlusconi
(Foto: Reuters / )
Giorni frenetici nel Pdl
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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