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Di Dario Caputo | 22.01.2013 12:09 CET

C'era chi parlava di crescita e chi invece vedeva nel 2013 l'anno in cui si iniziava a stare meglio dopo la crisi economica che ha colpito in modo duro le famiglie. Perfino il Ministro dell'economia Grilli, intervenendo davanti alla commissione Affari economici e Finanziari del Parlamento europeo a Bruxelles aveva sostenuto che la recessione dovrebbe concludersi con il primo trimestre di quest'anno e da aprile ci sarà anche un minimo di ricrescita.

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In linea nettamente contraria si muove un'analisi di Rete imprese. I redditi degli italiani, invece di salire, sono destinati a scendere sempre di più e a tornare ai livelli del 1986. Il reddito pro capite di quest'anno arriverà a toccare i 16.955 euro contro i 17.337 euro dello scorso anno. Due anni fa, nel 2007, quando iniziò la crisi, il reddito era pari a 19.515 euro. 

Sulla stessa scia si muovono purtroppo anche i consumi. Lo scorso anno la spesa pro capite è calata a 15.920 euro ( -4,4%). L'analisi di Rete imprese prevede per quest'anno un nuovo calo del -1,4%, la spesa scenderà a 15.695 euro. I numeri relativi ai consumi tornano al 1998. A soffrire per questa grande crisi sono naturalmente anche le imprese. Nell'anno appena trascorso, rispetto al 2001, le imprese "morte" sono state 100mila.

Il calo maggiore nei consumi si è registrato nel sud Italia con un -8,8%, al Centro abbiamo un -7,7%, al Nord-est un -7,5% e al Nord-ovest un -6,1%.
L'analisi ha toccato anche la pressione fiscale che, secondo questi studi, toccherà quota 56,1% rispetto al 46,3% di quella apparente. Nel 2012 la pressione fiscale, per gli italiani in regola con il fisco, è stata del 55,2%.

Nel 2012, per quanto riguarda le imprese, ne ha chiuso una al minuto e la situazione è sempre più critica. Proprio per tutti questi motivi il presidente di turno di Rete imprese Italia, Carlo Sangalli, ritiene che il prossimo governo dovrà rimettere al centro le istanze delle imprese: "Il messaggio alla politica e alla prossima legislatura partirà chiaro e forte da tutta Italia: ripartire dalle imprese legate al territorio cioè da quel tessuto produttivo che nonostante tutto non si rassegna e non vuole tirare i remi in barca".

Previsioni nere per l’economia italiana. Ocse: Pil in calo dell’1,6% nel primo trimestre
(Foto: Reuters / Andrea Comas)
Calano i redditi degli italiani
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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