• Share
  • OkNotizie
  • +4
  • 0

Di Marco Locatelli | 22.01.2013 17:43 CET

Video Recensione DmC: Devil May Cry Watch Video

Genere: Azione

Sviluppatore: Ninja Theory

Seguici su Facebook

Distributore: Capcom

Giocatori: 1

Data uscita: 15 gennaio 2013 PS3/X360/PC

Quando una saga famosa come quella di Devil May Cry intraprende la strada del reboot sono due le possibili e temute reazioni da parte dei videogiocatori: o il gioco viene considerato troppo simile al predecessore, e quindi accusato di poca innovazione o, al contrario, fin troppo diverso rispetto alla serie originale.

Far felici tutti è veramente un'impresa, soprattutto i fan di vecchia data, sentimentalmente troppo legati al ricordo di "quello che è stato". C'è però il caso in cui una ventata d'aria fresca possa veramente giovare al futuro di un brand, anche se storico come quello del cacciatore di demoni dalla zazzera bianca.

Era già nell'aria da qualche tempo che c'era bisogno di effettuare una virata. Con Devil May Cry 3, e soprattutto con il 4, nonostante il sempre ottimo livello qualitativo offerto, si era arrivati ad una fase di vera e propria stasi creativa. La scelta di iniziare una nuova avventura era assolutamente inevitabile.

Date queste premesse, Capcom decide di assegnare il ruolo di sviluppatore al team esterno di Ninja Theory e ricoprire quindi il ruolo di publisher e supervisore. Consegnando il testimone ad un'altra software house, dotata di un background professionale diverso ma comunque di tutto rispetto (Enslaved e Heavenly Sword), sarebbe stato più "facile" inseguire la via del cambiamento.

Nell'ambientazione e nella narrazione la distanza con il passato è davvero notevole. Il nuovo Dante è infatti poco più di un ragazzino, completamente disinteressato ai problemi di una società in totale smarrimento, dove gli umani si lasciano manipolare dai media e assopire dalle droghe. Ad un certo punto, però, il figlio di Sparda viene a conoscenza di Kat e Vergil, membri dell'organizzazione segreta denominata "L'Ordine".

Questo incontro svelerà a Dante le sue origini e accenderà in lui il fuoco della vendetta. La sceneggiatura non è sicuramente il cuore pulsante dell'esperienza, ma le varie scene di intermezzo e il buon doppiaggio in lingua italiana riescono a generare attorno al videogiocatore un contesto narrativo vivace e piuttosto coinvolgente. Senza tuttavia approfondire troppo le tematiche sociali appena abbozzate o inventare chissà quali colpi di scena.

LEGGI ANCHE

DmC: Devil May Cry, video demo di 26 minuti 

Le ambientazioni gotiche e dark sono state sostituite da un level design molto più colorato e sospeso tra sogno e realtà, scaturito e plasmato dalla penna dell'italianissimo direttore artistico Alessandro Taini. Il gioco è ambientato a Limbo City, un universo alternativo a quello della vecchia saga nel quale, durante i vari scontri con i demoni, la realtà si deforma completamente per dare vita a scenari in cui il mondo reale si mischia e si contorce alla follia demoniaca.

Anche la caratterizzazione estetica e caratteriale di Dante (che ha fomentato numerose polemiche da parte di una nutrita frangia conservatrice di fan) è stata completamente rivisitata: ora è molto più vicina a quella di un comunissimo teenager irriverente e scanzonato, e l'indimenticabile chioma bianca è stata sostituita da capelli nero corvino e un taglio molto corto.

Se il mondo di gioco e la direziona artistica differiscono sensibilmente rispetto al passato, non si può dire lo stesso per il combat system. Pur inserendo qualche interessante novità, come nuove armi e abilità, sembra infatti che Ninja Theory abbia fatto di tutto per non discostarsi dal gameplay dei vecchi DmC. Allo stesso modo, anche il sistema di conteggio dei punti stile è rimasto grossomodo invariato: sempre basato su velocità d'esecuzione, combinazioni e varietà di armi e mosse.

I livelli sono molto aperti e ariosi, e se ciò non influisce minimamente sui combattimenti, che sono comunque limitati a piccole aree circoscritte; ne giova invece l'anima platform ed esplorativa, che offre al giocatore numerose missioni extra, accessibili solo grazie a chiavi speciali nascoste nei livelli, o la liberazione delle anime perdute.

Nonostante il polverone di cinismo e diffidenza innalzato attorno allo sviluppo, questo reboot di Devil May Cry nato dalla partnership nippo-occidentale di Capcom e Ninja Theory centra decisamente l'obiettivo: rinnovare una serie mantenendone la qualità storica, ma rendendola al contempo accessibile a tutti.

VOTO: 9 su 10

LEGGI ANCHE

Devil May Cry, la scena di sesso alimenta le polemiche tra i fan [VIDEO] 

Far Cry 3 - Recensione 

DmC - Devil May Cry
(Foto: Capcom / )
DmC - Devil May Cry
DMC1
DMC2
DMC3
1 2 3 4
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +4
  • 0

Partecipa alla discussione

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci