Riforma elettorale, del titolo V della Costituzione e drastica riduzione dei parlamentari. Queste le prime cose che Monti farebbe una volta insediatosi nel nuovo governo. Ma quella del professore non è una campagna elettorale puramente costruttiva. Salito da poco in politica, sembra aver imparato anche lui a "screditare" l'avversario. Ed ecco la stoccata: "Credo che nè Bersani né Berlusconi sarebbero capaci di governare". Il messaggio è chiaro: scegliete me.
Reuters
Quando la politica dell'austerity non è per tutti
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Dallo studio di Ballarò il premier tecnico non risparmia nessuno: da Vendola ad Angelino Alfano. "Non credo mi troverò a governare con Vendola -mette le mani avanti-. La coalizione di cui faccio parte, che spero avrà successo elettorale, parteciperà a governi solo se questi avranno un chiaro orientamento riformatore e per ora Vendola non mi sembra risponda a requisiti di cui lavoratori e disoccupati hanno bisogno per un rilancio dell'Italia".
Quanto ad segretario Pdl lo definisce simpatico, ma capace di perdere tutto il suo brio in presenza del grande capo. "Spiritosissimo -dice rivolgendosi a lui- ma in presenza del suo capo non è così vivace. Ho trovato terribilmente cinico -aggiunge- che chi ha gestito la vicenda degli impresentabili lo ha fatto con il bilancino, cioè chiedendosi quanto di vizio mi posso permettere... ma che siamo matti?". E sottlinea come lui invece abbia incontrato difficoltà a far salire in politica personaggi della società civile.
Ma tra le varie parole, quelle che si riferiscono ai due competitor principali sono davvero inequivocabili: "ho una profonda sfiducia nella capacità della coalizione guidata da Berlusconi e della coalizione di Bersani di governare l'Italia. Non ho la capacità di Bersani di immaginare di poter svolgere una attività di governo con Vendola e Camusso".
E dopo aver allontanato lo spauracchio di una nuova e più pesante manovra per far quadrare i conti, il prof chiarisce: "Non mi faccio piegare dalla Merkel".








