• Share
  • OkNotizie
  • 0
  • 0

Di Dario Caputo | 23.01.2013 12:28 CET

Sembrava che la pace fosse ritornata tra gli amici-nemici del Popolo della Libertà e della Lega Nord, ora nuovamente alleati. Un po' di problemi potrebbero nascere dopo le elezioni con l'eventuale vittoria del centro-destra nella scelta del futuro premier proprio perché si è visto che i due partiti non sembrano andare molto in sintonia su questo punto e ad ogni uscita del Cavaliere si notano i mugugni dei leghisti. Ad alzare ora il polverone è l'intervista del sindaco di Verona rilasciata al quotidiano "La Stampa", il leghista Flavio Tosi.

Seguici su Facebook

Ad alleanza ormai fatta il numero due della Lega fa autocritica: "In dieci anni con il Pdl non abbiamo concluso niente", a onor del vero c'è da ricordare che lui non è mai stato molto favorevole nei confronti di quest'alleanza. Il sindaco rimarca l'importanza e il peso del suo partito al nord sia nella competizione nazionale sia in quella locale come in Lombardia: "Se Berlusconi ha scelto l'alleanza con la Lega, che per lui è molto svantaggiosa, è perché sa che era l'unica strada per vincere in Lombardia e in Veneto".

Proprio per il Cavaliere, ricorda Tosi, non è stato facile lasciare la figura di premier e il candidato in Lombardia; ma i numeri sono i numeri e con l'alleanza qualche possibilità di vincere c'è, senza sarebbe stato il tracollo.

Il sindaco ricorda che è stato complicato far cedere Berlusconi sulla sua candidatura a premier: "Maroni ha tenuto duro. Anche per le nostre pressioni. Noi veneti siamo stati molto utili, a Maroni, in questa trattativa". Ma la stilettata più dura la lancia quando sostiene che dopo le elezioni ognuno andrà per la propria strada: "Beh, è chiaro che passate le elezioni ognuno va per la sua strada. È un anno che siamo già fortemente divisi. E non su questioni di forma, ma di sostanza". A detta del sindaco Tosi i due partiti, in caso di sconfitta elettorale, non saranno più in coalizione. Perciò viene fuori il dato di fatto che questa alleanza è solo finalizzata ai numeri e alla loro somma per cercare di vincere. Non è un'alleanza di programmi e contenuti.

Tosi rincara la dose e fa capire benissimo la vera natura dell'alleanza quando, rispondendo alla domanda più precisa, sostiene: "Salvo l'ipotesi, francamente improbabile, che si vinca, non vedo perché la Lega debba continuare a camminare con chi, in quasi dieci anni di percorso comune, non ci ha portati da nessuna parte. Se guardiamo alle riforme, chiediamoci che cosa abbiamo portato a casa". Sulla notizia che alcuni elettori della Lega, scontenti dalla politica attuata e scottati dagli ultimi scandali interni, potrebbero dirottare i loro voti altrove il sindaco è categorico: "È possibile. Di certo i nostri non voterebbero mai né Berlusconi, né Monti, né il Pd. O votano Grillo o non votano. Però guardi: un calo della Lega è da mettere in conto, ma stiamo recuperando". L'ultima sfercciata la lancia sul caso degli impresentabili del Pdl e sull'esclusione di esponenti come Cosentino e Dell'Utri: "Penso che questa scelta gli sia costata molto. Per sua fortuna, l'ha fatta. Non l'avesse fatta, è chiaro che noi l'avremmo fatto notare. Con tutte le riserve che ho sull'alleanza con lui, gli riconosco di aver compiuto finalmente un gesto di discontinuità. Ma resta il fatto che Berlusconi non rappresenta il cambiamento".

 

 

Lega-Pdl, nuova alleanza
(Foto: Reuters / Tony Gentile)
L'allora premier Berlusconi tra gli ex ministri Maroni e Bossi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • 0
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci