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Di Claudio Forleo | 23.01.2013 16:49 CET

C'è qualcosa di profondamente insensato in questa e nelle precedenti campagne elettorali. I candidati fanno verbalmente a pugni su Imu e patrimoniale, tralasciando (al solito) argomenti decisivi.

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L'obiettivo di tutti, a parole, è quello di abbassare la pressione fiscale e proseguire sulla strada del risanamento dei conti.  Monti ha raccontato che ci ha salvati dal baratro, ma Bankitalia la scorsa settimana ha smentito i suoi calcoli. I dati macroeconomici del governo (calo dello 0,2% del Pil nel 2013) non sono quelli di Palazzo Koch e dell'Ocse (-1%). Una differenza che vale circa dieci miliardi.

Se vogliamo rispettare l'obbligo del pareggio di bilancio (anche quello strutturale) il prossimo governo 'BersaMonti' dovrà varare un'altra manovra. Ma, come ha sottolineato Bankitalia, altri tagli (e altre tasse) comportano altra recessione e un peggioramento del Pil. Il classico circolo vizioso.

Si spendono mille parole relative all'Imu sulla prima casa: chi la vuole abolire, chi modificare, chi diversificare. Ma stiamo parlando di un gettito di 3-4 miliardi di euro l'anno, mentre nel dibattito politico non c'è spazio per i veri cancri della democrazia: evasione fiscale, corruzione, criminalità organizzata.

La prima è stimata per il 2012 in almeno 100 miliardi di euro, fino a 25 volte il gettito dell'Imu. Dire "tolleranza zero" nei confronti degli evasori è solo propaganda. Dichiarare che si farà subito una legge che manda in galera chi sottrae al fisco somme sopra una certa soglia è più concreto.

Capitolo corruzione: 60 miliardi di euro all'anno secondo stime al ribasso (15 volte il gettito dell'Imu). Fare una legge e chiamarla anti-corruzione, come è stato fatto tre mesi fa, serve a poco o nulla se corrotti e corruttori la fanno franca grazie a prescrizioni facili o altre leggi salva-Casta. Se invece si dà un senso alla frase 'certezza della pena', forse chi prenderà il loro posto ci penserà due volte.

Mafia: difficile quantificare quanto incassa la criminalità organizzata in Italia. Fino al 2008 si diceva almeno 130 miliardi di euro, ma la crisi economica aiuta il riciclaggio di denaro sporco ed è probabile che dal 2008 a oggi il 'Pil della Mafia Spa' sia aumentato.

La polemica sugli impresentabili in odor di mafia, corrotti e con conoscenze 'pericolose' non è un puro esercizio moralistico. Se le 'ndrine, i Casalesi o Matteo Messina Denaro hanno politici di riferimento al Comune, in Regione, o peggio ancora tra gli scranni del Parlamento, come si può legiferare in senso contrario ai loro interessi?

Monti ha mai parlato di cosa intende fare per combattere la criminalità organizzata, a parte inserire qualche riga nell'Agenda? Cosa pensa Berlusconi, condannato in primo grado per frode fiscale, dell'evasione? E Bersani ha in mente qualcosa per garantire pene severe a  chi sottrae soldi dalle esangui casse dello Stato? Parliamo di un risparmio concreto che rende ridicolo il gettito dell'Imu. Ma dai candidati a Palazzo Chigi neanche una parola.

Risanare conti Stato
(Foto: Reuters.com / Andrea Comas)
Combattendo mafia e corruzione
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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