La Chiesa e i rapporti con il partito fascista, un do ut des durato quasi vent'anni durante i quali il Vaticano ha fatto finta di non vedere il vero volto del regime. I Patti Lateranensi, il riconoscimento reciproco agli occhi del mondo, e adesso il denaro. Un'inchiesta del giornale inglese Guardian scopre infatti un altro vaso di Pandora.
Reuters
Hitler e Mussolini durante la Seconda Guerra Mondiale.
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Con i soldi versati dal partito fascista nelle casse vaticane, la Chiesa avrebbe costruito un immenso patrimonio offshore, collezionando immbili in Francia, Svizzera e Gran Bretagna per un valore complessivo pari a 650 milioni di euro. Un segreto che ha resistito per decenni. Al centro una società con sede a New York presso la JP Morgan e che si chiama Profima, attiva sin dagli anni Trenta.
Nelle casse della società Mussolini versò un bel gruzzoletto, pari ad attuali 65 milioni di euro investiti e controllati poi dall'avvocato Bernardino Nogara, che secondo il Guardian agiva come 'finanziere' del Papa. La Profima era stata 'attenzionata' dai servizi segreti inglesi durante la seconda guerra mondiale perchè avrebbe agito "contro gli interessi degli Alleati".
Chi controlla oggi quel tesoro, che nel frattempo ha decuplicato il suo valore? L'Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), una costola del Vaticano guidata da Paolo Mennini. Il Guardian ha chiesto un commento al nunzio apostolico di Londra, senza ottenere alcuna risposta.








