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Di Sara Rotondi | 23.01.2013 19:06 CET

Monti e Berlusconi poco oculati sulla questione sociale. "Miracoli non può prometterne nessuno. Ma la crisi sociale è un tema troppo trascurato. È stata abbandonata dalla destra, ma responsabilità ne ha anche il governo tecnico. Io intendo che il mio partito lo assuma come priorità". Queste le affermazioni di Pier Luigi Bersani, rivolgendosi alle associazioni del Terzo settore, durante un incontro ad  Albano (Roma), che punta il dito contro Berlusconi e Monti 'colpevoli' di affrontare la questione sociale dall'alto: "È aperta una grande questione sociale che purtroppo in questa campagna elettorale passa sotto silenzio e deriva dalla debolezza dello Stato sociale e da un arretramento delle condizioni economiche scaricate sui più deboli". "Non mi piace - ha affermato ancora Bersani -  il tanto politicismo, il po' di cabaret di una discussione che non riesce a prendere in mano la realtà del Paese".

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Secondo il leader del Pd, "in questo momento abbiamo una grande questione sociale aperta, che ci deriva da antiche debolezze e dalla recessione in corso". È  necessario quindi "rimettere in piedi i pilastri culturali dispersi in dieci anni di regressione culturale. Serve - ha sottolineato - un sistema di Welfare per il quale non c'è né povero, né ricco. Il pubblico deve essere il grande soggetto di regolazione. E la parola sussidarietà, tirata come una gomma americana da tutte le parti, è diventata una vera e propria abdicazione al ruolo pubblico" che ha delegato al volontariato e alle autonomie locali. In caso di vittoria, Bersani aprirà le porte anche al mondo del volotariato e del terzo settore: "Se toccherà a me andare a Palazzo Chigi - ha aggiunto Bersani - nella famosa Sala verde della concertazione non entreranno solo sindacati e Confindustria, ma anche il mondo del volontariato, del terzo settore e del privato sociale per dire al Paese quali sono i bisogni reali della gente''.

Il leader del Pd, torna poi sull'incapacità dei governi passati di far fronte alle reali emergenze del Paese: "Non è che dal miliardario uno può aspettarsi delle critiche. E così dal tecnico. Anzi, per favore, pronuncino almeno la parola esodati (ovvero i lavoratori over 50 espulsi dal mercato dal lavoro e non ancora ammessi in pensione in conseguenza di un innalzamento dell'età o dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico ndr). Perché io non accetto di vedermi fare le pulci da chi non dice nemmeno la parola".

E infine, un ultimo colpetto a Monti. A chi gli domanda il motivo delle critiche rivolte da Mario Monti scettico sulle capacità del Pd di governare l'Italia, Bersani risponde secco:  ''Finché il Pd era al governo, andava tutto bene, adesso invece pare sia tutto sbagliato''.

Bersani, leader del Pd
(Foto: reuters / )
Bersani, Pd
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