• Share
  • OkNotizie
  • 0
  • 0

Di Dario Caputo | 24.01.2013 11:38 CET

È un uomo che si sente tradito quello che esce fuori dall'intervista pubblicata sul quotidiano "La Repubblica". Nicola Cosentino ritorna sul caso della sua esclusione dalle liste del Pdl ed esprime tutta la sua tristezza. "Berlusconi mi sta cercando da ore. Lascia messaggi. Ma non rispondo. Sono schifato. Si è svenduto tutta la sua cultura garantista per un pugno di voti". L'ex sottosegretario ammette di non voler fare nulla per queste elezioni, "non muoverò un dito". Cosentino ricorda la lunga notte tra Palazzo Grazioli e Via dell'Umiltà per la chiusura delle liste e i messaggi dei "Radicali" o di "Grande sud" che gli proponevano una candidatura.

REUTERS
Nicola Cosentino

Share This Story

Da non perdere

Argomenti correlati

Seguici su Facebook

Ora che non è più in Parlamento dovrà difendersi contro accuse gravi che rischiano di mandarlo in carcere. Spenderà il suo tempo per difendersi e per smontare, una volta per tutte, questa grande "montatura mediatica e giudiziari" creata nei suoi confronti, Cosentino non ha dubbi su tutto ciò. L'ex sottosegretario si sente tradito dall'amico Silvio: "Io l'ho salvato, lui mi ha tradito", ricordando che fu lui ad intervenire dopo il caso di Noemi Letizia. Ricorda anche di aver risolto tanti problemi per il Pdl e di non averne mai creati. Cosentino cita anche il caso dei rifiuti: "Faticai tanto a convincere il sindaco di Terzigno, Auricchio, ad aprire la discarica sul Vesuvio, sennò veramente affondavamo tutti nella monnezza. E meno male: allora non c'erano le navi di rifiuti verso l'Olanda".

L'esponente Pdl nega di essere stato dietro alla talpa di Santa Maria Capua Vetere che procurò la "velina" del dossieraggio contro l'ex direttore dell'Avvenire Dino Boffo. Cosentino ne ha anche per l'attuale governatore campano Caldoro: "Si vede che soffre ad amministrare, non è cosa sua, non ha migliorato in nulla le condizioni di vita dei cittadini campani. Basta vedere i rifiuti, i trasporti". L'intervista va inevitabilmente sul caso della fuga con le liste da parte di uno dei suoi fedelissimi, Michele Izzo o Luciana Scalzi, in quelle ultime ed interminabili ore. Su questo tema Cosentino è categorico: "Non avete capito. Lasci perdere Luciana o Michele, sono amici. Chi lo ha fatto, ha agito per proteggere il lavoro che avevamo fatto per settimane, per evitare quello che è successo dopo: quando sono scomparsi all'improvviso dalla lista alcuni nostri referenti perché ne entrassero altri".

Cosentino e lo sfogo raccolto dal Fatto
(Foto: REUTERS / Remo Casilli)
Nicola Cosentino
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • 0
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci