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Di Claudio Forleo | 24.01.2013 13:46 CET

Il Pd ci è ricascato. Ancora una volta uno scivolone sulle banche potrebbe costargli migliaia di voti in campagna elettorale.

reuters
Il senso del Pd per la finanza

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Nel 2006 ci pensò un'intercettazione pubblicata illegalmente (perchè ancora segreta) dal Giornale di Berlusconi a spiegare agli ingenui che anche la sinistra voleva il suo posto nel salotto buono della finanza. Allora fu un maldestro Piero Fassino, al tempo dirigente di primo piano dei Ds (oggi sindaco di Torino), a chiedere allo scalatore della Bnl Giovanni Consorte (Unipol) se la sinistra era riuscita ad avere la "sua" banca.

A livello di immagine fu una batosta che servì a Silvio Berlusconi per arrivare al 'quasi pareggio' nelle elezioni 2006. Oggi il caso non scandalizza come allora, almeno dal punto di vista politico e sempre che non emergano altri retroscena. Ma la fretta con la quale Bersani ha cercato di separare il destino della banca più antica da quello del suo partito è quanto meno sospetto.  

Mps è controllato al 37,5% dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Gli organi della Fondazione sono: Deputazione Generale, Deputazione Amministratrice, il Presidente, il Collegio dei sindaci e il Direttore Generale.

Secondo lo statuto la Deputazione Generale (organo di indirizzo) è composta da sedici membri, la metà dei quali nominati dal Comune di Siena, cinque dalla Provincia e uno dalla Regione. Tutti feudi del centrosinistra. La Deputazione elegge anche il Presidente. La Deputazione Amministratrice (organo di amministrazione) è composta dal Presidente e da sei membri della Deputazione Generale. Chi controlla? Il Collegio dei Sindaci che consta di tre membri nominati dalla Deputazione Generale, uno dei quali proposti dal Ministro dell'Economia.

Per Statuto quindi è la politica che controlla la Fondazione. Davvero Bersani può sostenere che il Pd non ha alcuna responsabilità o che basta dichiarare di aver voluto il cambio dei vertici un anno fa per lavarsene politicamente le mani? Troppo facile. Anche perchè, se vogliamo dirla tutta, il sostituto di Mussari alla guida di Mps è Alessandro Profumo, rinviato a giudizio per frode fiscale per fatti relativi a quando era amministratore delegato di Unicredit.

Monte dei Paschi
(Foto: reuters / )
Il senso del Pd per la finanza
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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