Le elezioni italiane di fine febbraio tengono banco sul fronte europeo, sia valutario che azionario, considerate come il baricentro tra uscita o aggravamento della crisi attuale. Due le ipotesi di risultato:
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1) Governo stabile (es.: Bersani - Monti)
2) Ingovernabilità (Asse Pdl, asse Monti-Bersani, Outsider "pesanti" quali Grillo-Giannino)
Mentre a fine anno, guarda caso dopo l'annuncio della discesa in campo di Monti, il FtseMib ha iniziato un trend al rialzo consistente dai 15000 punti, da qualche seduta l'indice si muove a ridosso dei 17500 in fase di riflessione forse iniziando a temere l'ingovernabilità in base ai vari sondaggi che circolano in rete. Come per il nostro indice anche il destino del cambio eruo-$ è sotto ricatto delle elezioni del Bel Paese; quale futuro? Di preciso nessuno sa dove andrà l'euro ma probabilmente, sia in caso di governabilità che ingovernabilità, il cambio si allontanerà da 1,35 (target a breve fino alle elezioni) con ampi margini di oscillazioni e allontanandosi di molto da tale valore. Strategia: comprare volatilità sul cross con scadenze lunghe. Guardiamo positivo: se l'euro dovesse scendere partirebbe l'export italiano (forse), se l'euro si rafforzasse sarebbe un segnale di "forza" per la zona euro e per la relativa economia reale probabilmente anche se sarebbe una forza basata solamente sulla "guerra della valuta più debole" a livello globale (euro-$-Yen).








