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Di Dario Caputo | 24.01.2013 17:35 CET

È un Bersani che spinge più verso sinistra quello degli ultimi giorni. Un leader che cerca di combattare i ranghi nel migliore dei modi possibile perché la battaglia delle politiche inizia a farsi molto dura. Cerca di risvegliare quella passione e quella voglia che aveva fatto capolino alle primarie di coalizione per scegliere il candidato premier. Negli ultimi tempi c'era chi lo tirava più verso il centro, verso un accordo con la coalizione di Monti. Casini e i centristi avevano dettato le condizioni, per stare insieme Bersani deve mollare Vendola. Secca e decisa la risposta del leader del Pd: "Mollare Vendola per Monti? Non esiste". Il teatro di questa frase è la presentazione delle liste del centro-sinistra proprio con Vendola e Tabacci. "Siamo qui per raffigurare la coalizione di centrosinistra che offre una proposta di governo - ha detto Bersani -. Pd, Sel, Centro democratico, i socialisti di Nencini, i moderati di Portas, è questa la coalizione che vuole lavorare per la vittoria".

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Ed è stringendo vicino gli altri leader che il segretario del Pd lancia una stoccata a Monti e agli altri candidati: "Noi la facciamo la foto di gruppo. Invito Monti a farla con Fini e Casini, Ingroia a farla con Ferrero e Di Pietro, Berlusconi a farla con Storace e con Maroni, così poi la gente vede, fa le domande e chiede risposte". È un Bersani battagliero quello che attacca Monti, difende i suoi alleati e la sua coalizione, difende la Cgil.

Al premier Monti chiede di pronunciarsi sul grave problema degli esodati, ripropone un tema molto caro alla sinistra rappresentato dal "salario minimo", rilancia le distanze siderali che lo separano dal Professore e si lamenta dei troppi attacchi al sindacato della Camusso. Domani, tutti e tre i leader, saranno alla conferenza della Cgil sul piano del lavoro per rimancare ancora di più la loro scelta di governo.

Il leader Pd indica la strada anche su tasse e lavoro: "Non intendo tassare il ceto medio che paga le tasse. L'esperienza dell'ultimo anno non poteva tracciare una grande prospettiva di cambiamento, impostare le riforme e dare attenzione al sociale, mentre noi siamo una forza popolare che non guarda dall'alto, ma guarda negli occhi la gente".

Un riferimento il segretario Pd lo fa anche al futuro e ipotetico Ministro dell'Economia che sarà una figura molto cruciale e importante del prossimo governo: "Come Ministro dell'Economia penso a persone di livello, qualcosa ho in mente. Ma non lo dico, non vorrei che a Davos ci fossero dei problemi".  

 

 

Pierluigi Bersani
(Foto: http://www.flickr.com/photos/p / )
Il segretario Pd
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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