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Di Alessandro Proietti | 25.01.2013 10:14 CET

Siamo arrivati al quarto giorno del meeting annuale del "World Economic Forum" in Davos. Tanti, come ogni anno, gli ospiti di rilevanza internazionale che affrontano i temi più disparati: dai problemi economici del vecchio continente all'emergente Africa; dai difetti interni dell'America agli UK e l'Euro. Ecco cosa dicono i partecipanti circa l'economia del globo.

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Londra e l'Euro:


"Quando hai una moneta unica ti muovi inesorabilmente verso un'unione bancaria e forme di unioni fiscali e questo ha delle enormi conseguenze per i Paesi, come gli UK, che non sono nell'Euro e, francamente, mai lo saranno". David Cameron, Primo Ministro inglese.

"Gli UK da soli rappresenterebbero un'isola 'scollegata' da qualche parte tra gli Stati Uniti e l'Europa". Mark Rutte, Primo Ministro dei Paesi Bassi.

"[Una] grande parte dell'industria finanziaria rimane ancora senza controlli (...) C'è bisogno di andare avanti sulla regolamentazione bancaria (...) le banche non hanno imparato la lezione della crisi e chiedono ai governi di agire per evitare future strette al credito". Christine Lagarde, FMI.

"Noi, in Germania, crediamo che le Banche centrali non dovrebbero ripulire i disordini lasciati dai politici (...) Noi siamo ancora speranzosi del fatto che molti altri si uniranno a noi nell'Euro". Angela Merkel, Cancelliera tedesca.

"L'Europa sta affrontando i suoi problemi ma il suo destino risplende attraverso il fumo e la nebbia. Sono ottimista circa il futuro dell'Europa". Christine Lagarde, FMI.

 

America, terra di opportunità:


"L'America pensa di essere la terra delle opportunità. Nella realtà è uno dei posti peggiori in merito a pari opportunità". Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'Economia 2001.

 

L'economia cinese:


"La partecipazione statale deve diminuire. Negli ultimi anni la presenza pubblica è aumentata. Questo è esattamente l'opposto di ciò di cui abbiamo bisogno. Sappiamo che le 'aziende guidate dallo stato' hanno una bassa efficienza. Quando le risorse si muovono dall'alta efficienza privata verso la bassa del settore pubblico, l'economia scende. Quindi se parlate di riforme, la partecipazione statale deve continuare a ridursi". Xu Xiaonian, Professore di Finanza&Economia alla China Europe International Business School (CEIBS).

"I social media stanno rafforzando la supervisione dei funzionari cinesi e questa è una buona cosa"Li Jingtian, Partito Comunista cinese.

"Licenzieremo il padre per far assumere il figlio? Noi vogliamo creare posti di lavoro per i giovani ma non a spese degli altri". Sharan Burrow, Segretario Generale ITUC.

 

Economie emergenti:


"Non siamo interessati a sostenere prezzi eccessivamente alti per le commodity perché ciò ostacolerebbe lo sviluppo dell'economia globale così come quello dell'economia russa. Ma, se i prezzi fossero troppo bassi, questo ci porterebbe ad un'altra estrema carenza di risorse per sostenere la crescita dell'economia. Io credo che i correnti prezzi del petrolio siano, più o meno, ottimali o quanto meno vicini ad essi sia per i consumatori che per i produttori". Dmitrij Medvedev, Primo Ministro della Federazione Russa.

"Ci sono prove concrete di quanto l'Africa stia crescendo. Ed è altrettanto evidente come i leaders africani si siano mossi collettivamente per fare in modo che l'Africa continui ad andare avanti". Jacob G. Zuma, Presidente del Sud Africa.

"La storia africana è stata sempre scritta da altri; dobbiamo riprenderci i nostri problemi e le soluzioni per scrivere la nostra storia". Paul Kagame, Presidente del Rwanda.

"Alla fine della giornata, tutti i mercati emergenti offrono crescita. Ma, ad oggi, l'ultimo bastione di grande crescita è il continente africano. Un miliardo di persone delle quali 500 milioni sono state raggiunte ed altri 500 milioni sono ancora da collegare". Sunil Bharti Mittal.


World Economic Forum - Davos
(Foto: Reuters/Arnd Wiegmann / )
Repertorio - An attendee walks past logos of the World Economic Forum (WEF), at the congress centre of the Alpine resort of Davos, the venue of the Forum.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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