L'annus horribilis per l'economia italiana continuerà per tutto il 2013, con una contrazione del Pil e la domanda che rallenta: con la conseguenza di un forte aumento anche della disoccupazione. L'ultima conferma arriva dal rapporto dell'istituto di ricerca Ref. «La caduta [del Pil nel 2013] secondo le nostre stime sarà dell'1,3%. La riduzione dell'inflazione [vista all'1,8% quest'anno] non basta a rilanciare i consumi», si legge in una nota di Ref. Nonostante questo però l'istituto sottolinea la buona situazione dei conti pubblici, che sono stati consolidati.
Reuters
Un 2013 difficile per le famiglie italiane
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Come dicevamo una conferma per quanto riguarda le stime sul Pil, in quanto la scorsa settimana anche la Banca d'Italia aveva rivisto la sua stima del 2013 a -1,% da -0,2%, prevedendo una ripresa solo nel 2014 con un Pil in crescita dello 0,7%. Previsione non dissimile da quella fatta dal Fondo Monetario Internazionale, che si discosta solo per le stime del 2014, in cui prevede una crescita limitata a un +0,5%.
L'analisi di Ref prosegue sul rapporto tra domanda interna, che diminuendo «porta anche le importazioni a contrarsi, determinando un avanzo commerciale che in valori correnti si riporta in prossimità dei massimi della metà degli anni novanta». Che porterebbe anche a far cadere la domanda di lavoro, la disoccupazione aumenta sino a quasi il 12% in media d'anno, prevede l'istituto. La speranza è riposta solo nel versante della domanda estera «che potrebbero venire allora le premesse per una ripresa della congiuntura», conclude il rapporto.








