Angelino Alfano l'eterno secondo. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui l'ex ministro si batteva per le primarie in nome di un ricambio generazionale e del rinnovamento. Adesso la luna di miele con il presidente Berlusconi è più dolce che mai e il segretario si lancia in un'estrema esternazione "di fede".
Reuters
Al via le Primarie delle idee
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"Il Popolo della Libertà - dice - o è con Silvio Berlusconi o semplicemente non è". E' il segnale che Alfano manda agli altri esponenti del partito, agli elettori del centrodestra e soprattutto a Mario Monti, il quale si è detto perfino pronto ad aprire al Pdl ma ad una sola condizione: che venga mondato da Berlusconi.
"Rispondo subito a Monti -sottolinea- che ha detto che può avere dei contatti con il Pdl solo se viene mondato da Berlusconi. Se c'è qualcosa da cui l'Italia deve essere mondata è Monti e il governo tecnico. Senza Berlusconi il Pdl non è".
Insomma, il tributo di stima al capo è bello che servito. "Berlusconi -continua- ha dato la possibilità a tanti giovani ministri di servire il paese, ministri di 34-35 anni. E' stato un azzardo, un azzardo di una persona che ha saputo investire su persone nuove. Tante battaglie, tante sofferenze, potrei raccontarle una a una. Il filo conduttore è stata la leadership di un uomo che ha saputo tenere unita la squadra, far capire a tutti che c'è qualcosa di più importante del destino individuale, che è il destino di tutti".








