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Di Redazione IBTimes Italia | 25.01.2013 23:14 CET

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno è nella bufera. Edoardo D'Incà Levis, imprenditore di 59 anni, italiano ma residente a Praga, indagato dalla Procura capitolina nell'ambito di un'inchiesta sugli appalti relativi alla fornitura di 40 bus destinati al Comune di Roma, sostiene di aver "pagato una tangente alla segreteria" del sindaco.

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Lo ha dichiarato in un'interrogatorio reso lo scorso 8 gennaio: "Ceraudo (ex amministratore della Breda Menarinibus, arrestato, ndr)  fece riferimento alla 'segreteria di Alemanno' come destinataria delle risorse finanziarie. Non precisò né io chiesi se la segreteria di Alemanno fosse destinataria di tutto o di parte delle risorse". L'inchiesta condotta dalla Procura di Roma indaga su una presunta tangente da 600mila euro. D'Incà Levis ne sarebbe il mediatore.

Immediata la smentita del sindaco: "Escludo nella maniera più categorica che membri della mia segreteria possano essere tra i destinatari di somme in denaro per questo o per qualsiasi altro affare. Non ho idea di chi sia il signor D'Incà Levis e né il sottoscritto né la mia segreteria si sono mai occupati di interferire nelle assegnazioni di appalti di qualsiasi genere, compreso ovviamente quello riguardante l'inchiesta in questione".

"Dopo decine di scandali che hanno colpito in questi cinque anni gli uomini vicini al sindaco, ora con le tangenti Atac si arriva addirittura alla segreteria dello stesso Alemanno" il commento di Marco Miccoli, segretario del Pd romano.

Gianni Alemanno
(Foto: reuters / )
Gianni Alemanno
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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