È una legge che riporta la Russia indietro di molti anni quella approvata dal Parlamento sul tema dell'omosessualità. Fa ritornare quell'orrendo sapore degli anni '30 con Stalin. Viene posto un pesante divieto sulla propaganda omosessuale, già presente in alcune zone regionali ma ora esteso a tutto il territorio nazionale. Non si potrà più parlare in pubblico dei diritti omosessuali e la definizione un po' vaga usata in questa legge non fa altro che dare più potere alla discrezionalità dei giudici.
reuters
Il Presidente russo Vladimir Putin
Da non perdere
Seguici su Facebook
Più notizie
Rivolta di Stoccolma, quinta notte di scontri: attaccate anche due scuole
Grecia, sempre più bambini scivolano verso povertà e delinquenza secondo l'Unicef
Obama, ecco la svolta su droni e Guantanamo: "I detenuti verranno trasferiti in Yemen"
Saranno inflitte pesanti multe (si parla di cifre vicine ai 15mila euro) a tutti gli artisti, o anche agli uomini comuni, che oseranno parlare di queste tematiche in pubblico. Oltre a tutto questo saranno vietati, in modo preventivo, tutti gli eventi o le manifestazioni ritenuti a rischio. Pochissime le persone a protestare davanti al Parlamento, presenti solo alcuni esponenti del "Russian Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) Network".
Putin in merito a queste tematiche ha sempre precisato che "la Russia ha un problema demografico, io ho il dovere di occuparmi dei diritti delle coppie che generano prole".








