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Di Dario Caputo | 26.01.2013 12:04 CET

È una legge che riporta la Russia indietro di molti anni quella approvata dal Parlamento sul tema dell'omosessualità. Fa ritornare quell'orrendo sapore degli anni '30 con Stalin. Viene posto un pesante divieto sulla propaganda omosessuale, già presente in alcune zone regionali ma ora esteso a tutto il territorio nazionale. Non si potrà più parlare in pubblico dei diritti omosessuali e la definizione un po' vaga usata in questa legge non fa altro che dare più potere alla discrezionalità dei giudici.

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Saranno inflitte pesanti multe (si parla di cifre vicine ai 15mila euro) a tutti gli artisti, o anche agli uomini comuni, che oseranno parlare di queste tematiche in pubblico. Oltre a tutto questo saranno vietati, in modo preventivo, tutti gli eventi o le manifestazioni ritenuti a rischio. Pochissime le persone a protestare davanti al Parlamento, presenti solo alcuni esponenti del "Russian Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) Network".

Putin in merito a queste tematiche ha sempre precisato che "la Russia ha un problema demografico, io ho il dovere di occuparmi dei diritti delle coppie che generano prole".

Commercio d'armi tra Siria e Russia
(Foto: reuters / )
Il Presidente russo Vladimir Putin
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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