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Di Dario Caputo | 26.01.2013 18:35 CET

È un Monti nuovo con un lessico totalmente diverso quello di questo scorcio di campagna elettorale. Un lessico diverso, cosa evidente e normale, da quando era Presidente del Consiglio ma diverso anche dai primi istanti prima e dopo la presentazione delle liste. Ci va giù pesante, come con le sue accuse al Partito Democratico in merito alla questione Monte dei Paschi di Siena, usa termini forti e non risparmia critiche a nessuno. Prima parlava di emergenza finanziaria invece ora sostiene che "non siamo usciti dall'emergenza, siamo nel bel mezzo dell'emergenza economica, sociale e per certi versi civile". Toni duri e forti quelli di Mario Monti.

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Il Professore è in Lombardia a presentare i suoi candidati e torna sui motivi che l'hanno spinto a "salire" in politica vedendo che due grandi partiti che componevano la sua maggioranza stavano andando in direzioni già viste in passato. "Ho visto il Pdl ricomporre un polo di destra con la Lega, il Pd ricomporre un polo con l'estrema sinistra e nessuno dei due poli così ricostituiti dà la garanzia di volere o di riuscire ad andare avanti con le riforme che servono per scrostare dall'Italia gli interessi corporativi e la mentalità per cui nessuno rappresenta i nostri interessi, ci rifugiamo negli interessi particolari e difendiamo con i pugnali gli interessi della nostra categoria. Questo dobbiamo evitarlo".

Tocca nuovamente il tema Monte dei Paschi sostenendo che "se ci sarà un finanziamento a Mps questo sarà un prestito, mentre l'Imu è una tassa: una volta pagata, non torna indietro''. Ma ritorna anche sulla querelle con il Pd degli ultimi giorni e sulla sua vicinanza alla Banca. "Non ho accusato nessuno, ho solo dato spiegazioni rigorose per quanto riguarda il comportamento del mio governo. Ho detto che le commistioni tra banche e politica sono molto pericolose sia in Italia che altrove e che il Pd ha sempre avuto molta influenza su Siena e sulla fondazione, non facendo però alcuna considerazione specifica". Sempre su questi temi risponde anche alle accuse di D'Alema sulla presenza nelle sue liste di un ex amministratore proprio di Mps: "Il nostro candidato, che non conosco, è stato segnalato dal territorio e non sapevo che fosse stato del Pd ne' di quale ala o 'vendemmia' del Pd fosse. So solo che lui, come tutti i candidati, ha firmato la dichiarazione di non avere condanne passate in giudicato''.

Rivendica infine il vanto del suo governo per aver portato l'Italia fuori dalla crisi finanziaria senza l'aiuto dell'Europa: "Siamo riusciti a uscire da un'emergenza finanziaria molto seria e senza passare sostanzialmente sotto il controllo diretto e minuzioso dell'Europa come è accaduto a Grecia, Portogallo e Irlanda. Ce l'abbiamo fatta noi italiani con le nostre forze".  

 

 

Il presidente del Consiglio, Mario Monti
(Foto: Reuters / Tony Gentile)
Il presidente del Consiglio, Mario Monti.
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