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Di Valentina Beli | 27.01.2013 12:14 CET

"Alla fine sono sempre gli stessi". Parafrasando Gaber, Giorgia Meloni ricorda che certi nomi e certe facce fanno parte di quella generazione che ha fallito, e invita i vecchi volponi della politica a farsi da parte, a mollare gli scranni e i relativi privilegi per dare spazio a nuove idee e gente giovane. E forse proprio colui che sembra essere l'ultimo arrivato e non avere alcuna responsabilità politica, è invece un uomo che in mezzo alla politica c'è sempre stato. Quell'uomo è Mario Monti.

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"Monti parla delle responsabilità della politica nella vicenda italiana ma omette di dire che è stato il principale collaboratore di Paolo Cirino Pomicino negli anni ruggenti in cui era ministro del bilancio, tristemente famosi per la maggiore impennata di debito pubblico che ci sia stata : il 44% in 3 anni. Curiosamente questo aspetto della vita del professor Monti è scomparso da tutti i suoi curricula. Si vergogna professore? La capiamo".

Poi c'è la vicenda Monte Paschi, in cui tutti sembrano vittime e nessuno è responsabile. "Vorremmo sapere dove sono finiti i 225 miliardi di euro che la Bce ha trasferito sugli istituti di credito italiano al tasso agevolato del 1% perché quei soldi li dessero in credito alle famiglie e alle imprese . Soldi che le famiglie e le imprese non hanno visto perché il credito si è contratto di altri 35 miliardi di euro. Dove sono finiti? Nelle speculazioni finanziarie. Mi pare evidente".

La Meloni va dritta per la sua strada. Poco le importa se il suo movimento viene puntualmente tralasciato dai sondaggi, delle difficoltà che un partito appena nato possa trovare lungo la sua corsa e soprattutto di quella colpa atavica di aver sostenuto il Pdl accorgendosi troppo tardi che non era quello il partito ideale per rappresentare un modello di centro destra condiviso.

"Vogliamo dire basta con lo Stato che aiuta le banche se le banche non aiutano i cittadini. E' una vergogna che lo stato italiano abbia investito una somma equivalente a quella che ha raccolto con l'Imu sulla prima casa per tentare di salvare il Mps e che gli italiani di quei soldi non hanno visto una lira. Beffa delle beffe il Mps è crollato lo stesso".

Dal palco del Palazzo dei Congressi all'Eur la Meloni ne ha per tutti, Partito democratico compreso. "Signori del pd, potete anche provare a fare i vaghi come state facendo in questa vicenda, ma che Mussari fosse il testimone di nozze del sindaco di Siena e che gli Italiani ricordino ancora benissimo di quando Piero Fassino tutto contento al telefono -parlando della scalata di Unipol su Bnl- diceva abbiamo una banca, non è che ce lo siamo dimenticato. Siete sempre gli stessi ed è sempre lo stesso meccanismo. E ho visto che Bersani dice che nessuno può parlare perché altrimenti non so bene cosa faccia. Noi possiamo parlare benissimo perché banche non ne abbiamo mai avute".

 

 

Crosetto, Meloni e La Russa
(Foto: IBTimes / )
Fratelli d'Italia, il nuovo partito del centrodestra
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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