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Di Dario Caputo | 27.01.2013 13:47 CET

Il nodo è il tema delle "liste pulite" ha invaso sia le pagine dei principali quotidiani sia le notizie dei tg nazionali proprio nei giorni in cui ogni singolo partito stava chiudendo le proprie liste per le elezioni. Anche questa volta, purtroppo, si voterà con la legge elettorale, definita "porcellum", che non darà la possibilità agli elettori di poter scegliere il proprio candidato perché, come ben sappiamo, si può solamente mettere il segno sul simbolo del partito prescelto senza poter esprimere una preferenza. Una cosa un po' antidemocratica. Perciò anche questa volta saranno i singoli partiti a scegliere chi dovrà sedere in Parlamento e chi no. Come fa questa scelta? Un partito sa già più o meno quanti parlamentari può eleggere in quella regione, almeno quelli sicuri a meno di eventuali sorprese. In base queste conoscenze posiziona i vari candidati nelle sue liste.

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Il tema degli "impresentabili" e delle "liste pulite" è stato un tema molto sentito anche dalla gente comune perché alta è l'indignazione verso un modo di fare politica legato solo ai propri interessi. Molti elettori, purtroppo non tutti, si chiedono come può essere possibile che persone che hanno qualche procedimento giudiziario in corso o, cosa assai più grave, qualche condanna in primo o in secondo grado, possano sedere in Parlamento in modo così indisturbato. Quando gli si chiede anche una semplice motivazione le risposte sono sempre le solite: "E' la giustizia che ci perseguita, noi siamo gente umile e perbene".

Ma ora gli elettori, a liste chiuse, si chiedono quanto sarà libero il nuovo Parlamento da tutte queste persone. Molto approfondita è l'indagine portata avanti dal quotidiano "La Stampa"  e dalla Fondazione Hume sulla base del sondaggio dell'istituto Piepoli pubblicato venerdì che ha disegnato la composizione del nuovo Parlamento.

La soglia stabilita è quella del rinvio a giudizio: nell'analisi sono stati quindi presi in considerazione solo i candidati che hanno raggiunto lo status di imputato e che non ne sono usciti assolti (la prescrizione non è stata considerata come assoluzione). Salvi, quindi, i candidati che sono «soltanto» indagati. Ai primi posti di questa graduatoria troviamo proprio il Popolo della Libertà con una soglia del 5% seguito a ruota dalla Lega Nord che si attesta al 4,8%. Dietro di loro c'è la coalizione che fa a capo a Monti con l'1,4% e il Partito Democratico con lo 0,8%.

Piena e massima pulizia invece per gli altri partiti che dovrebbero riuscire a eleggere parlamentari. Parliamo di Sel, Rivoluzione Civile, Movimento Cinque Stelle e Fratelli d'Italia. In quest'indagine i tre partiti che fanno capo al Professor Monti sono stati considerati un unico partito ma se invece li andiamo a scomporre vediamo che gli unici onorevoli che presentano qualche problema giudiziario sono tutti nel partito di Casini, nell'Udc infatti il 7,7% di quelli che saranno con tutta probabilità eletti presentano qualche problemino al casellario giudiziario.

 

 

senato italia
(Foto: senato / augusto)
palazzo madama
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