Nonostante la crisi che fa calare i consumi e riduce il Pil, le tasse saliranno: l'analisi è di Prometeia, società di studi e previsioni sull'economia italiana, che calcola la pressione fiscale a quasi il 45% del prodotto interno lordo.
REUTERS/Andrea Comas
Una serie di banconote da 500 euro.
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Questo aumento «sarà sostenuto soprattutto dalla crescita delle imposte indirette, su cui hanno insistito sia i decreti correttivi approvati nel 2011, sia la legge di stabilità dello scorso dicembre», su tutti anche l'aumento dell'aliquota ordinaria dell'Iva dal 21% al 22%. Ma anche la Tobin tax sulle transazioni finanziarie, ulteriori incrementi dei bolli e infine l'introduzione della Tares: la nuova imposta locale sullo smaltimento dei rifiuti e sulla fornitura di servizi indivisibili.
Prometeia, come altri istituti prima, stima una riduzione dei consumi alquanto significativa: meno 1,5%, in termini medi annui.
Solo dal settore delle esportazioni sembra arrivare qualche buona notizia: infatti, anche se in maniera modesta, ci dovrebbe essere una crescita del 2,1%.








