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Di David Pascucci | 28.01.2013 10:06 CET

Uno studio del Fmi evidenzia come l'Italia abbia bisogno di riforme strutturali per una ripresa nel medio-lungo termine. Secondo lo studio, l'Italia è affetta da bassa competitività a livello internazionale, da un mercato del lavoro poco elastico e da una forte inefficienza per quanto riguarda la gestione della spesa pubblica.

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L'Italia dovrebbe quindi implementare riforme strutturali che puntino sulle liberalizzazioni e sul miglioramento del mercato del lavoro, uno dei mercati fondamentali dell'economia. Secondo gli analisti dell'Fmi, il mercato del lavoro italiano deve puntare ad un abbassamento del costo del lavoro,alla maggiore flessibilità e ad una maggiore partecipazione di giovani e donne, gli agenti di mercato più penalizzati in questo momento.

In tema di liberalizzazioni, l'Fmi punta sul settore energetico, un settore i cui vantaggi sarebbero rilevanti. Secondo l'Fmi, queste riforme inciderebbero positivamente del 5,7% sul Pil in 5 anni. Nel lungo periodo, invece, questi numeri potrebbero cambiare e incidere maggiormente con un'incidenza sul Pil del 10,5%. 

Mentre i paesi del G7 crescono ad una media del +1,15% all'anno, l'Italia si tiene al di sotto dello 0,5% sottoperformando nettamente il Gruppo dei 7.

Fonte: FMI 

Il presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.
(Foto: Reuters / Jacky Naegelen)
Il presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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