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Di Fabio Ferri | 28.01.2013 10:06 CET

In picchiata le compravendita delle abitazioni nel 2012, crollano le contrattazioni degli immobili, che rispetto al 2007, ultimo anno prima della crisi, si sono addirittura dimezzate. Confedelizia valutando l'andamento delle case ha stimato come nel 2012, l'anno peggiore, c'è stata una riduzione di oltre il 30% rispetto a quello precedente. Facendo perdere al settore immobiliare tra gli 8 e i 10 miliardi di euro. Sempre nel 2012 le compravendite sono state di poco superiori a mezzo milione, con una riduzione di 250.000 unità rispetto al 2011.

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L'Imu rimane tra i principali responsabili, a pesare anche altre tasse, come quella sui rifiuti: che hanno dissuaso in molti.

Secondo l'Istat, dal 2007 al 2011 il numero medio annuo di compravendite immobiliari, abitative e non, è stato di 885.333 unità. Si è passati quindi da 1.055.585 contrattazioni del 2007 a 816.758 del 2011.

Già nei primi tre mesi del 2011, si era registrato un calo rispetto al trimestre dell'anno precedente: passando da 186.224 a 154.813 abitazioni vendute, meno 16,9%. Il secondo trimestre del 2011 non è andato certo meglio, segnando una riduzione delle compravendite del 23,7%, passando dalle 219.905 del 2011 alle 167.721 del 2012.

La stima delle compravendite degli ultimi 5 anni non è molto incoraggiante, Confedilizia parlano di una riduzione del 46%. Forse figlio della stessa situazione, economica e non, è il fatto che in Italia, dati 2012 resi noti da Legambiente, ci siano circa 2 milioni di abitazioni non utilizzate.

 

 

Edilizia
(Foto: Flickr / Gaia Cilloni)
Cantiere di una casa in costruzione
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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