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Di Candido Romano | 28.01.2013 12:28 CET

La pirateria internet è tornata? In realtà non è mai sparita. Orfani di un servizio che consentiva sostanzialmente di guardare in streaming tutto lo scibile possibile in materia di film e serie tv, gli utenti di mezzo mondo erano a caccia di qualcosa che placasse la loro fame di contenuti totalmente gratuiti. E forse hanno trovato pane per i loro denti.

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Se Kim Dotcom con il lancio di Mega ha messo le mani avanti, dato che la responsabilità legale dei file presenti sulla piattaforma cloud non ricadono su di lui, sviluppatori esterni già si sono mossi per dare una svolta "pirata" alla creatura dell'imprenditore tedesco. Online è presente infatti Mega-search.me, un motore di ricerca che indicizza tutti i contenuti della piattaforma. Permetterà di cercare e scaricare molto facilmente i file presenti sulla piattaforma, andando a scandagliare i contenuti presenti nei profili dei singoli utenti, che ricordiamo hanno ben 50 GB di spazio free da poter riempire.

Una rete nella rete, una sorta di Google per cercare i contenuti posseduti dagli alrti utenti: una volta scelto il file lo si potrà scaricare in locale o trasferirlo sul proprio account Mega. Presenti anche i voti, con i quali gli utenti possono scegliere i contenuti migliori in tutta "sicurezza".

Intanto Microsoft core ai ripari, sembra che gli utenti che si siano registrati a Mega con account Hotmail e Outlook non abbiano ricevuto la classica email di conferma. Kim Dotcom ha quindi consigliato su Twitter di usare Gmail per registrarsi al servizio. È molto probabile che Microsoft abbia bloccato la ricezione delle mail dal dominio mega.co.nz, o al massimo che filtri anti-spam sui server di Hotmail e Outlook hanno fatto la loro parte.

Il sito Neowin ha contattato Redmond: Microsoft utilizza alcune tecnologie per proteggere la privacy dei suoi utenti, quindi è molto probabile che i filtri abbiano bloccato l'invio massivo di queste mail provenienti da un dominio non affidabile.

Ma BitTorrent non resta di certo a guardare. In programma c'è l'apertura di Sync, un nuovo servizio cloud molto simile a quanto visto con Skydrive, Dropbox e Sugarsync. L'unica differenza tra quest'ultimi servizi e quello di BitTorrent è vitale: non esiste un limite di spazio utilizzabile per Sync, niente piani tariffari, tutto sarà gratis. Anche se il servizio è lontano dal rilascio, attualmente in fase di pre-Alpha, potrebbe rappresentare un terremoto per i servizi cloud.

Per ora è disponibile solo per una cerchia ristretta di utenti a questo indirizzo. L'obiettivo finale di Synch, probabilmente disponibile in futuro anche per smartphone, è quello di sincronizzare in maniera semplice e veloce i file tra diversi dispositivi. In ogni caso BitTorrent Incorporated prende le distanze dalla pitateria, i protocolli di trasferimento P2P non sarebbero strumenti per violare il copiright.

Insomma il futuro sembra essere sempre più cloud e contro la pirateria. Almeno sulla carta, dato che queste aziende mettono a disposizione strumenti molto potenti che utilizzati in un certo modo potrebbero comunque portare a un proliferare di violazioni di copyright.

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