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Di Jessica Sanson | 28.01.2013 12:47 CET

Alcuni giorni fa il portavoce del Ministero dell Giustizia Gholam-Hossein Mohseni Ejey aveva dichiarato : "secondo informazioni certe, purtroppo alcuni giornalisti cooperano con i media occidentali ostili e con gli antirivoluzionari" e i provvedimenti non si sono lasciati attendere a lungo: nel fine settimana gli agenti dei servizi di sicurezza iraniani in borghese hanno perquisito le sedi di quattro giornali riformisti e arrestato decine di giornalisti senza risparmiere minacce.

Reuters
Un manifestante sotto la bandiera iraniana durante la celebrazioni del 33° anniversario della Rivoluzione Islamica, 11 febbraio 2012.

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I giornali coinvolti sarebbero quattro quotidiani, un settimanale e l'agenzia semi-ufficiale lina. Sotto la lente anche le testate "Sharg", "Bahar", "Etemad" e "Arman". 

Secondo quanto riportato da Le Monde, tra gli arrestati- sette uomini e quattro donne- tre di loro collaborano nel giornale riformista Etemad, mentre altri tre sarebbero stati prelevati dallo Sharg; tra i nomi, spiccano quelli dell'umorista Pouria Alami e la notista politica Saba Azarpeyk : ancora non è chiaro in quale centro di detenzione sarebbero stati portati ma alcuni degli arrestati avevano già trascorso mesi dietro le sbarre per aver scritto articoli contro il regime o in difesa dei diritti delle donne.

Sabato erano stati già arrestati Milad Fadaie, caporedattore del servizio politico dell'agenzia Ilna e Soleyman Mohammadi, caporedattore della cronaca di Bahar; la notista politica Saba Azarpeyk del settimanale Tajarat-e-Farda è invece scomparsa e i colleghi ne temono l'arresto, mentre il sito conservatore Tabnak, vicino all'ex comandande delle Guardie Rivoluzionarie, sarebbe stato bloccato senza motivi.

 

 

 


Tra i giornali coinvolti nella retata sono "Shargh", "Bahar", "Etemad" e "Arman". In tutto quattro quotidiani, un settimanale e l'agenzia semi-ufficiale Ilna. Fra i giornalisti arrestati ieri - riporta Le Monde - figura l'umorista Pouria Alami e la notista politica Saba Azarpeyk. Non è chiaro in quale centro di detenzione siano stati portati. Si tratta di sette uomini e quattro donne, i loro nomi sono stati diffusi dai loro direttori. Alcuni degli arrestati avevano già trascorso medi dietro le sbarre per aver scritto articoli critici del regime o di difesa dei diritti delle donne poi citati da media iraniani dissidenti operanti all'estero. Tre di loro provengono dal giornale riformista Etemad, altri tre dallo Shargh: il direttore ha raccontato che sono stati prelevati nella redazione. La Azarpeik, del settimanale Tejarat-e-Farda, è invece scomparsa e i colleghi ne temono l'arresto. E' stato poi bloccato senza comunicarne il motivi il sito conservatore Tabnak, vicino all'ex comandante delle Guardie rivoluzionarie Mohsen Rezaei. Sabato erano stati arrestati Milad Fadaie, caporedattore del servizio politico dell'agenzia ufficiale Ilna, e Soleyman Mohammadi, caporedattore della cronaca del quotidiano Bahar: entrambi sono stati portati nella prigione di Evin.

Iran
(Foto: Reuters / Caren Firouz )
Un manifestante sotto la bandiera iraniana durante la celebrazioni del 33° anniversario della Rivoluzione Islamica, 11 febbraio 2012.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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