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Di Dario Caputo | 28.01.2013 14:00 CET

L'Italia e la formazione, l'Italia e il mondo della ricerca. Un contatto e un mondo che purtroppo stenta a decollare sul nostro territorio anche a causa delle politiche disastrose attuate su questi temi dai governi. Molti giovani ricercatori italiani, a causa dei continui e ingenti tagli al mondo della ricerca, sono costretti ad andare fuori confine per potersi esprimere al meglio quando potrebbero rappresentare un vanto per la nostra nazione rimanendo a fare il proprio lavoro in Italia. Uno di questi è Marco Ruffini, studente e ricercatore marchigiano in architetture in fibra ottica, lavora alla Facoltà di "Computer Science" di Dublino.

Reuters
L'UE finanzia un progetto di Internet super veloce

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Coordina, insieme ad un altro collega, un progetto che ha in mente di rivoluzionare il rapporto tra Tlc, le case e le imprese. Il progetto si chiama "Discus" e l'Europa ha deciso di finanziarlo con 8,1 milioni di euro. A questo progetto lavoreranno ricercatori e ricercatrici del Centro di ricerca nazionale delle Tlc ospitato dal Trinity College. Mira a lavorare su nuovi sistemi di utilizzo della fibra ottica in una rete a banda larga semplificata, così da offrire un Internet super veloce sia nelle aree urbane che in quelle rurali.

Sia Ruffini sia l'altro coordinatore del progetto, l'ingegnere elettronico presso il Trinity David Payne, credono che si possa arrivare a trovare una nuova tecnologia, denominata Long-Reach Passive Optical Network, in grado di aumentare la distanza, paragonandola agli standard attuali, fra le case e le centrali Tlc da 20 a 100 chilometri.  Gli utenti potrebbero aumentare dagli attuali 32 fino a 1.000 e gli snodi centrali si ridurrebbero da 1.000 a 20. L'intero progetto avrà una durata di tre anni e tra i partecipanti ci sarà anche Telecom Italia.

Proprio tutto questo si muove nel solco che già l'Europa ha tracciato creando la "Grand Coalition for Digital Skills and Jobs" in grado di riunire le proposte di stage, tirocini, corsi, programmi per startup. Tutto questo perché, secondo uno studio, in Europa mancano figure professionali appropriate per coprire 700mila posti di lavoro nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Lo stesso vicepresidente della Commissione europea responsabile per l'Agenda digitale europea, Neelie Kroes, ha ricordato che, tra il 2006 e il 2010, c'è stato un calo dei titoli di studio in tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict) del 10% rispetto al dato del +3% annuo di aumento di espansione dell'area.

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(Foto: Reuters / )
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