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Di Fabio Ferri | 28.01.2013 14:11 CET

Il Centro Studi di Confidustria dà un po' di respiro all'economia italiana: ci sarebbero infatti «i presupposti di un rimbalzo che può dare avvio alla ripresa», sottolineando come «la sfiducia ha compresso la domanda interna ben oltre quanto giustificato dalla situazione oggettiva dei bilanci familiari e aziendali». Analisi che non sono comunque in controtendenza rispetto a quelle di altri istituti di ricerca, o alle stesse stime fatte nei giorni scorsi da via dell'Astronomia. Che infatti ribadisce come «l'economia italiana sta toccando il fondo della dura recessione, la seconda in cinque anni». Peggio di così non potremmo andare, quindi.

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Piuttosto però quello che il Centro Studi sottolinea è che malgrado ci sia un motivato sconforto verso il futuro, non bisogna dimenticare come l'Italia abbia una forte base economica manifatturiera, che pur in difficoltà, è però solida e competitiva soprattutto nell'export. Per ridare fiducia al Paese, il consiglio di Confindustria, «è cruciale che l'esito delle imminenti elezioni dia al Paese una maggioranza solida, che abbia come priorità le riforme e la crescita, fornendo così un quadro chiaro che infonda fiducia nel futuro e orienti favorevolmente verso la spesa le decisioni di consumatori e imprenditori».

A rimarcare quanto detto da Confindustria ci sono anche le parole di Sangallo, che dal palco della mobilitazione di Rete Imprese, dice: «alla politica chiediamo impegni puntuali e coerenza d'azione» perché ricorda con convinzione il presidente di Confcommercio «senza impresa non c'è salvezza per l'Italia».

 

 

Giorgio Squinzi
(Foto: Reuters / )
Presidente di Confindustria
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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